martedì 4 ottobre 2022

PESCA DI VERONA

La zona di produzione della Pesca di Verona IGP è limitata alla provincia di Verona e in particolare comprende l'intero territorio dei comuni di Bussolengo, Buttapietra, Castel d'Azzano, Mozzecane, Pastrengo, Pescantina, Povegliano, S. Giovanni Lupatoto, Sommacampagna, Sona, Valeggio sul Mincio, Villafranca, Castelnuovo del Garda, Lazise, Sant'Ambrogio di Valpolicella, San Martino Buon Albergo, Verona, Zevio.
Caratteristiche
Tale indicazione è riservata alle pesche a polpa bianca ed a polpa gialla ed alle nettarine a polpa gialla delle cultivar a maturazione precoce, media e tardiva appartenenti alla specie Persica vulgaris, Mill. Il colore dell’epidermide dei frutti è molto esteso e intenso, la polpa è consistente e succosa, di sapore caratteristico dovuto al giusto equilibrio fra grado zuccherino e acidità legato alla scarsa attività vegetativa delle piante ed al particolare clima.

9 FRUTTA (2^ Edizione)
 

In queste 230 pagine ho raccolto oltre 120 schede di prodotti, metodi di lavorazione e tecniche di cucina pubblicate nel corso degli anni sul blog DALLA PARTE DEL GUSTO

(https://dallapartedelgusto.blogspot.com/). 

Desidero infatti condividere con voi la mia passione per la cucina. In ogni stagione la frutta sta sulla nostra tavola. Quante virtù ci stanno nella frutta? Tantissime, facciamone allora tesoro. Ma una conoscenza più approfondita rende il nostro tesoro ancora più ricco ed appetibile. Ogni tipo di frutto ha molte varianti, occorre conoscerle e, se è il caso, acquistarle. Con questo semplice gesto avremo dato il nostro piccolo ma decisivo contributo alla pratica della biodiversità alimentare. Oggi la disponibilità di prodotti di qualità è enormemente cresciuta grazie a metodologie di trasporto veloci e conservazione sicure. Non limitiamoci a ciò che ci propone il nostro fruttivendolo di fiducia. Se lo stimoliamo al meglio, lui ci darà il meglio.



Pisello nero di L'ago


Pisello nero di L'ago

Le notizie storiche del Pisello nero di L'ago sono legate soprattutto alla tradizione orale tramandata dagli abitanti. Questo prodotto della terra è estremamente legato ad un comprensorio povero, dove la tradizione vuole che fosse impiegato come valido elemento nutritivo, da consumare in zuppe e minestroni, per far fronte alla fame e alle esigenze di energia della popolazione contadina. Zona di produzione: Comune di Borghetto Vara, con centro di diffusione nella frazione di L'Ago Il pisello nero presenta già durante la fase di levata una particolare variegatura di colorazione violacea delle foglioline. La pianta è molto vigorosa, con uno sviluppo in altezza che può superare i due metri. Il seme, che allo stato secco presenta le dimensioni di 3-5 mm, è di colore marrone - bruno, con una caratteristica macchia nera circondata da un'aureola marrone scuro-grigio nell'incavo dove è situato il punto di attacco con il baccello. Il pisello viene raccolto solo quando i baccelli sulla pianta risultano completamente secchi. Una caratteristica: i baccelli sono molto più piccoli rispetto alle altre varietà ma presenti in numero più elevato sulla pianta. I semi allo stato secco sono delle dimensioni di 3-5 mm e si impiegano secondo la tradizione contadina, in minestre o zuppe per la loro consistenza farinosa. Il pisello di L'Ago viene coltivato per la produzione primaverile: già a marzo si possono effettuare i primi raccolti. Durante la preparazione dei terreno, si interrano i concimi per la quasi totalità del fabbisogno, considerando il breve ciclo colturale. La concimazione organica (30-40 tonnellate a ettaro di letame) è utile nei terreni a basso contenuto di sostanza organica. Si semina su file distanti le une dalle altre circa cm 80-100, mentre lungo la fila viene distanziato di circa 3-5 centimetri. 

18 PAT LIGURI (2^ Edizione)
 
In queste 448 pagine sono raccolte oltre 500 schede di prodotti e ricette. PAT, prodotti agroalimentarei tradizionali.  E' questo il marchio con cui l'Italia tutela e valorizza i prodotti tipici. Regione per regione viene stilato un elenco di prodotti e preparazioni da salvaguardare. Si tratta di migliaia di elementi che fanno del nostro paese quello con la più alta biodiversità alimentare del mondo. In questo volume si analizzano i PAT liguri.

 10 ORTAGGI (2^ Edizione)

 

Ortaggi. In queste 360 pagine ho raccolto oltre 250 schede di prodotti, metodi di lavorazione e tecniche di cucina pubblicate nel corso degli anni sul blog DALLA PARTE DEL GUSTO
(https://dallapartedelgusto.blogspot.com/).
Desidero infatti condividere con voi la mia passione per la cucina. Ortaggi, che spettacolo vedere i banchi dei prodotti dell'orto traboccare di colori in ogni stagione. Ed i sapori? In cucina lo spettacolo visivo si muta in spettacolo aromatico. Senza giungere agli eccessi di una dieta vegetariana sbilanciata, gli ortaggi sono salute... e risparmio. In ogni stagione la verdura sta sulla nostra tavola. Ma una conoscenza più approfondita ci fa scoprire che ogni tipo di ortaggio ha molte varianti. Si deve conoscerle e, se è il caso, acquistarle. Con questo semplice gesto avremo dato il nostro piccolo ma decisivo contributo alla pratica della biodiversità alimentare. Oggi la disponibilità di prodotti di qualità è enormemente cresciuta grazie a metodologie di trasporto veloci e conservazione sicure. Non limitiamoci a ciò che ci propone il nostro ortolano di fiducia. Se lo stimoliamo al meglio, lui ci darà il meglio.



NANTUA


1 litro di besciamella
150 gr di burro di gamberetti
150 gr di code di gamberi
200 ml di panna da cucina
1 pizzico di pepe di cayenna
Per prima cosa bisogna preparare il burro di gamberetti. Quindi sgusciare i gamberi, tritarli ed unirli in una ciotola con il burro non troppo freddo. Mescolare con un cucchiaio di legno, poi passare il tutto al setaccio e tenere da parte. Preparare la besciamella seguendo la relativa ricetta, appena è pronta, aggiungere la panna e lasciare sul fuoco a fiamma bassa per far ridurre il tutto ad 1/4 del volume. Mescolare man mano per evitare che la salsa possa rimanere attaccata sul fondo del tegame. A questo punto, la salsa di besciamella e panna si è ridotta come dovuto, quindi toglierla dal fuoco ed aggiungere il burro di gamberetti e il resto delle code sgusciate. Mescolare velocemente con un cucchiaio e trasferire la salsa Nantua nelle apposite ciotoline o in una salsiera. Aggiungere un pizzico di pepe di cayenna e portare a tavola. La Salsa Nantua può essere sia servita separatamente oppure direttamente con la portata principale. In quest’ultimo caso si utilizza disporre la salsa Nantua nel piatto, ed adagiarci sopra il pesce o i crostacei con cui volete servirla. La stessa cosa vale anche se si vuole servirla con le uova.
La Salsa Nantua è una classica salsa Francese che si prepara con una ricetta a base di besciamella, panna da cucina e burro di gamberetti. Oltre alla ricetta classica della Salsa Nantua, esiste anche un’altra versione elaborata dal nostro famoso chef Vissani, che consiste nel preparare la salsa Nantua con una sorta di besciamella fatta con una riduzione di brodo di pesce che viene versato sul roux a base di olio e fecola. In questo caso, si evince maggiormente il gusto della salsa Nantua che risulta anche più gradevole perché non prevede l’aggiunta della panna.
In ogni modo, dopo aver preparato la base della salsa Nantua, si aggiunge il burro di gamberetti, che a sua volta viene preparato aggiungendo la polpa tritata dei gamberetti al burro, il quale viene prima mescolato e poi passato al setaccio in modo da conferirgli una consistenza e un aspetto omogeneo. Quindi si aggiungono anche le code dei gamberetti crudi che a contatto con il calore della salsa, hanno la possibilità di cuocersi in modo perfetto.
La preparazione della salsa Nantua che nella sua versione originale viene utilizzata per accompagnare preparazioni a base di pesce, crostacei e uova.
11 SALSE (2^ Edizione)

 
Salse. In queste 120 pagine ho raccolto oltre 100 ricette di salse, criteri di classificazione e di abbinamento pubblicate nel corso degli anni sul blog DALLA PARTE DEL GUSTO (https://dallapartedelgusto.blogspot.com/). Desidero infatti condividere con voi la mia passione per la cucina. Esiste una teoria generale della derivazione delle salse. Da sole 5 salse madri derivano tutte le altre per piccole variazioni, aggiunte o sottrazioni. Le salse completano primi, secondi, contorni, pesce, carne, verdure, pasta, tutto. Impariamo insieme a fare le salse. Senza giungere agli eccessi di una cucina troppo salsamentaria come era d’uso nell’800, le salse completano e danno quel tocco in più di sapore che non guasta.



LA BUONA MEMORIA DEL VINO

 

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Dal 15 Ottobre al 26 Novembre 2014
UniSabazia Via Alla Costa Vado Ligure (SV)
LA BUONA MEMORIA DEL VINO
un progetto di Nat Russo
con Adriano Bislenghi e Maria Franca Lavagnino
Introduzione alla conoscenza teorica e pratica del vino
Cosa possiamo fare per contribuire a migliorare la qualità dell'enogastronomia savonese? Per prima cosa è necessario essere clienti più esigenti. Ma per fare ciò occorre essere consumatori più competenti. Come? Approfondendo alcune tematiche e operando secondo buone prassi. Nel nostro piccolo, grazie alla collaborazione di alcuni amici competenti, proviamo a fare anche noi la mia parte.
A partire da mercoledì 15 ottobre 2014 dalle 17 alle 19 per sei settimane, nell’ambito dell’Unisabazia dei Comuni di Bergeggi, Vado Ligure e Quiliano, sarò Direttore del Corso La buona memoria del vinointroduzione alla conoscenza teorica e pratica del vino.
Sarò coadiuvato da due validissimi esperti, Adriano Bislenghi e Maria Franca Lavagnino, ben noti in ambito ligure, con cui ho già avuto in passato la fortuna di collaborare. Gli incontri sono rivolti principalmente ai neofiti, che vogliono però assumere un atteggiamento più riflessivo rispetto alla galassia vino.

I titoli dei 6 appuntamenti possono ben sintetizzare lo spirito ed i temi trattati:
  • Mercoledì 15 Ottobre - Vino… chi era costui? (un po’ di storia)
  • Mercoledì 22 Ottobre - In quanti siamo a fare vino? (qualche cenno di enografia mondiale/italiana)
  • Mercoledì 19 Ottobre - Quanti vini ! (bianchi, rossi, rosati, spumanti, passiti, liquorosi, aromatizzati)
  • Mercoledì 12 Novembre - Come impostare la propria cantina. (dove –che cosa – quanto)
  • Mercoledì 19 Novembre - Il servizio dei vini a tavola. (come, quando, in abbinamento a quali cibi)
  • Mercoledì 26 Novembre - Riepilogando
Ma la parte sostanziale sarà la guida pratica alla degustazione, nella quale verranno proposti tre vini delle maggiori regioni vinicole italiane, per ogni incontro. I vini sono stati scelti in base a più parametri: la forza enologica della regione (13 le regioni toccate), la diffusione e la reperibilità dei vini in base al volume prodotto, che garantisce un rapporto ottimale tra qualità e costo (18 vini complessivi in degustazione), tre tipologie toccate per ogni degustazione (bianchi/rosati, rossi, da dessert).
 
In particolare:
1 - Piemonte (2.600.000 Hl.), Lombardia (1.200.000 Hl.)
Barbera – Riesling – Moscato Oltrepò Pavese
2 - Veneto (8.000.000 Hl.) Trentino Alto Adige (800.000 + 400.000 Hl.) Friuli Venezia Giulia (1.000.000 Hl.)
Prosecco – Lagrein – Verduzzo
3 - Emilia Romagna (6.500.000 Hl.) Toscana (2.800.000 Hl.)
Albana di Romagna - Chianti - Vin Santo
4 - Lazio (2.000.000 Hl.) Umbria (900.000 Hl.) Abruzzo (2.850.000 Hl.)
Orvieto - Montepulciano d’Abruzzo - Moscato di Terracina
5 - Campania (1.900.000 Hl.) Puglia (6.250.000 Hl.)
Greco di Tufo - Five roses - Primitivo
6 - SICILIA (6.200.000 Hl.)
Nero d’Avola – Inzolia – Zibibbo
 
Quali gli obiettivi? Prima di tutto “svezzare” quelli che si professano acriticamente “astemi” al bere consapevole e responsabile, quindi favorire l’ampliamento della gamma delle scelte in abbinamento ai cibi, specie per chi acriticamente si professa, a priori, bianchista o rossista o contrario ai vini dolci, infine creare un primo zoccolo di appassionati in collaborazione coi quali supportare nuove iniziative future di degustazione, più sistematiche e mirate, passando anche attraverso gruppi di acquisto collettivo.
Come si vede la strada da fare è tanta, questo è solo un primo piccolo passo. Siamo certi che sarete tanti a percorrerla assieme.

LA CONSEGNA DEI DIPLOMI
Mercoledì 19 Novembre 2014 ore 17
UniSabazia Via Alla Costa Vado Ligure (SV)
LA BUONA MEMORIA DEL VINO
Introduzione alla conoscenza teorica e pratica del vino
un progetto di Nat Russo
con Adriano Bislenghi e Maria Franca Lavagnino
Si avvia a conclusione il corso di enologia e degustazione del vino organizzato presso l’UniSabazia per contribuire a migliorare la qualità dell'enogastronomia savonese ed a formare consumatori più competenti e quindi più esigenti. Approfondendo alcune tematiche e operando secondo buone prassi gli incontri si sono rivolti principalmente ai neofiti, che volevano però assumere un atteggiamento più riflessivo rispetto alla galassia vino.
Sono stati degustati 18 vini: Barbera, Riesling, Moscato Oltrepò Pavese, Prosecco, Lagrein, Verduzzo, Albana di Romagna, Chianti, Vin Santo, Orvieto, Montepulciano d’Abruzzo, Moscato di Terracina, Greco di Tufo, Five roses, Primitivo, Nero d’Avola, Inzolia, Zibibbo.
Quali gli obiettivi raggiunti? Prima di tutto aver “svezzato” quelli che si professano acriticamente “astemi” portandoli al bere consapevole e responsabile, quindi aver favorito l’ampliamento della gamma delle scelte in abbinamento ai cibi, specie per chi acriticamente si professa, a priori, bianchista o rossista o contrario ai vini dolci, infine aver creato un primo zoccolo di appassionati in collaborazione coi quali supportare nuove iniziative future di degustazione, più sistematiche e mirate, passando anche attraverso gruppi di acquisto collettivo.
Come si vede la strada fatta è stata tanta, anche se molta è quella ancora da percorrere.
Nel corso dell’incontro conclusivo saranno assegnati gli attestati di partecipazione. Questi i premiati: Maria Rosa Achino, Elisa Arrigoni, Sandro Bandelli, Antonella Bono, Caterina Caviglia, Aldo Codnik, Antonio Manca, Anna Maria Menardi, Maria Graziella Ombra, Nadia Palmieri, Giuseppina Pellerino, Angela Rebella, Anna Rosone, Bruno Siri, Margherita Toso, Juliana Strimbu.

COLLANA HOMOLUDENS
5 SETTE 
ANNI DI CASA BERGESE


 

7 anni di Casa Bergese raccoglie in maniera sistematica la documentazione di tutte le manifestazioni organizzate dall’omonimo gruppo savonese di amanti della buona tavola pubblicata sul blog “Homo ludens” (https://nonmirompereitabu.blogspot.com/

Nino Bergese è stato il più grande chef italiano di tutti i tempi. Definito "il re dei cuochi il cuoco dei re" per la sua lunga attività al servizio delle case regnanti di tutta Europa è l'inventore della cucina italiana di gran classe. In suo onore esiste una Associazione culturale denominata Casa Bergese che organizza corsi, degustazioni, menù tematici.

lunedì 3 ottobre 2022

Aceto di mele


Aceto di mele Axou de meie

Dalle mele si ricava l'aceto di mele, il cui nome è la traduzione del latino acetum, nasce dalla fermentazione spontanea del vino o di altre bevande 139 contenenti alcool. L'agente che determina la fermentazione è un piccolo fungo, il Mycoderma aceti. La zona di produzione è l’entroterra ligure. L'aceto di mele è prodotto dall'affinamento del sidro o del mosto di mela attraverso il processo di acidificazione e spesso è venduto non filtrato. Viene utilizzato per insaporire i cibi e aumentarne la digeribilità ed è diventato piuttosto popolare a causa delle sue presunte proprietà benefiche, delle doti disinfettanti e rinfrescanti e delle capacità anti infiammatorie del cavo oro-faringeo. L'affinamento del vin de meie avviene in piccoli barili di legno (caratelli) per il completamento del processo di acidificazione.

18 PAT LIGURI (2^ Edizione)

 
In queste 448 pagine sono raccolte oltre 500 schede di prodotti e ricette. PAT, prodotti agroalimentarei tradizionali.  E' questo il marchio con cui l'Italia tutela e valorizza i prodotti tipici. Regione per regione viene stilato un elenco di prodotti e preparazioni da salvaguardare. Si tratta di migliaia di elementi che fanno del nostro paese quello con la più alta biodiversità alimentare del mondo. In questo volume si analizzano i PAT liguri.

13 CONDIMENTI (2^ Edizione)


 

Condimenti. In queste 120 pagine ho raccolto oltre 90 schede di prodotti, procedure e consigli di cucina pubblicate nel corso  degli anni sul blog DALLA PARTE DEL GUSTO (https://dallapartedelgusto.blogspot.com/). Desidero infatti condividere con voi la mia passione per la cucina. Utilizzati a caldo per cucinare o a freddo per completare, i condimenti sono essenziali in cucina. Incominciamo insieme a conoscerli meglio, ampliando il nostro ancora troppo ristretto orizzonte ed imparando con essi sapori preziosi fino ad ieri sconosciuti.

SALSA ALLE VONGOLE


800 gr. di vongole o cozze
500 rg. di pomodori maturi
2 cucchiai d'olio
1 mazzetto di prezzemolo
1 spicchio d'aglio
2 cucchiai di olio d'oliva
mezzo cucchiaino di sale
1 macinata abbondante di pepe
Lavate i frutti di mare in acqua salata ( meglio se si può disporre di acqua di mare), scolateli e metteteli sul fuoco in una casseruola coperta. Fateli cuocere per una decina di minuti, scuotendo spesso la casseruola, quindi controllateli e scartate quelli che non si sono aperti. Toglieteli dalla casseruola e liberateli dal guscio. Fate dare ancora un bollore all'acqua che avranno emesso, quindi passatela attraverso una garza e conservatela. A parte scaldate in un'altra casseruola più piccola l'olio con lo spicchio d'aglio e, quando questo sarà imbiondito, scartatelo. Aggiungete i pomodori lavati, pelati e spezzettati, coprite, lasciate cuocere per 5 minuti, quindi aggiungete le vongole o le cozze, la loro acqua filtrata e il prezzemolo tritato; lasciate bollire la salsa, scoperta, per una decina di minuti, finchè non sia sufficientemente addensata. Aggiungete il sale e il pepe macinato al momento.

11 SALSE (2^ Edizione)

 
Salse. In queste 120 pagine ho raccolto oltre 100 ricette di salse, criteri di classificazione e di abbinamento pubblicate nel corso degli anni sul blog DALLA PARTE DEL GUSTO (https://dallapartedelgusto.blogspot.com/). Desidero infatti condividere con voi la mia passione per la cucina. Esiste una teoria generale della derivazione delle salse. Da sole 5 salse madri derivano tutte le altre per piccole variazioni, aggiunte o sottrazioni. Le salse completano primi, secondi, contorni, pesce, carne, verdure, pasta, tutto. Impariamo insieme a fare le salse. Senza giungere agli eccessi di una cucina troppo salsamentaria come era d’uso nell’800, le salse completano e danno quel tocco in più di sapore che non guasta.


Pomodoro cuore di bue


Pomodoro cuore di bue

Esistono diverse varietà di pomodoro cuore di bue, noi parleremo della varietà Arawak. Il pomodoro cuore di bue viene coltivato in varie zone d'Italia, e accanto al nome viene associato quello della zona di produzione; quello coltivato in Liguria, ad esempio, prende il nome di pomodoro cuore di bue ligure o pomodoro di Albenga ed è assai costoluto, e non somiglia affatto al cuore di un bue. Se un bue avesse un cuore con quella forma come minimo sarebbe gravemente malato. In altre zone è molto comune la varietà "cuore di bue classico" dalla classica forma di cuore e cioè con una leggera punta e quasi per niente costuoluto. Questa varietà di pomodoro cuor di bue è 209 il lycopersicon lycopersicum (L.) Karsten ex Farw., sinonimo lycopersicon esculentum (Mill.) ha bacche, a maturazione commerciale, di dimensioni grosse e medio - grosse. I pomodori hanno forma a pera, costolatura appena accennata, colore dell'epicarpo (buccia) da rosso-rosato a rosso-aranciato, con leggere striature verde-chiaro in corrispondenza delle costolature e leggera colorazione verde-chiaro della spalla, che tende ad attenuarsi a maturazione; polpa consistente, asciutta, di colore rosso-rosato, di sapore dolce, non acidulo; pochi semi e scarsa o quasi nulla presenza di succo. La zona di produzione è la Piana di Albenga, ma in generale prospera in tutto il territorio litoraneo del Ponente Ligure, sul versante marino della dorsale alpino-appenninica Il pomodoro cuore di bue è un pomodoro da insalata, di grossa dimensione, in genere dai 200 ai 300 gr, sebbene si possano trovare frutti di anche di 500 gr, con polpa carnosa e consistenza simile a quella del cachi. La buccia è molto sottile e delicata, per cui viene raccolto a mano e poi viene posto in locali ben aerati. È molto saporito, aromatico, quasi piccante. Il prezzo di vendita del pomodoro cuore bue lo rende un prodotto più di eccellenza che di largo consumo.

18 PAT LIGURI (2^ Edizione)
 
In queste 448 pagine sono raccolte oltre 500 schede di prodotti e ricette. PAT, prodotti agroalimentarei tradizionali.  E' questo il marchio con cui l'Italia tutela e valorizza i prodotti tipici. Regione per regione viene stilato un elenco di prodotti e preparazioni da salvaguardare. Si tratta di migliaia di elementi che fanno del nostro paese quello con la più alta biodiversità alimentare del mondo. In questo volume si analizzano i PAT liguri.

 10 ORTAGGI (2^ Edizione)

 

Ortaggi. In queste 360 pagine ho raccolto oltre 250 schede di prodotti, metodi di lavorazione e tecniche di cucina pubblicate nel corso degli anni sul blog DALLA PARTE DEL GUSTO
(https://dallapartedelgusto.blogspot.com/).
Desidero infatti condividere con voi la mia passione per la cucina. Ortaggi, che spettacolo vedere i banchi dei prodotti dell'orto traboccare di colori in ogni stagione. Ed i sapori? In cucina lo spettacolo visivo si muta in spettacolo aromatico. Senza giungere agli eccessi di una dieta vegetariana sbilanciata, gli ortaggi sono salute... e risparmio. In ogni stagione la verdura sta sulla nostra tavola. Ma una conoscenza più approfondita ci fa scoprire che ogni tipo di ortaggio ha molte varianti. Si deve conoscerle e, se è il caso, acquistarle. Con questo semplice gesto avremo dato il nostro piccolo ma decisivo contributo alla pratica della biodiversità alimentare. Oggi la disponibilità di prodotti di qualità è enormemente cresciuta grazie a metodologie di trasporto veloci e conservazione sicure. Non limitiamoci a ciò che ci propone il nostro ortolano di fiducia. Se lo stimoliamo al meglio, lui ci darà il meglio.



SUSINA DI DRO

Con la Denominazione di Origine Protetta «Susina di Dro» si tutela il frutto fresco della cultivar locale Prugna di Dro, comunemente detta Susina di Dro. L’attenzione alle peculiarità di questo frutto in termini di contenuto in polifenoli e in zuccheri trova riscontro in studi pubblicati fin dal 1975. Questa raccolta di dati unita ad alcuni più recenti studi di caratterizzazione testimoniano quanto le proprietà della «Susina di Dro» siano da tempo concretamente riconosciute e tutt’ora confermate. La cultivar locale «Prugna di Dro» è stata selezionata nei secoli dalla sapienza agricola dei contadini della zona di produzione, che derivavano le nuove piantine prevalentemente da seme o pollone radicale, esercitando un continuo controllo ed una pressione di miglioramento genetico massale basata sull’osservazione dei caratteri fenotipici legati soprattutto alle caratteristiche produttive degli impianti e organolettiche dei frutti.
All’atto dell’immissione al consumo i frutti freschi devono essere interi, di aspetto fresco e sano, puliti, privi di sostanze ed odori estranei, di forma ovale, moderatamente allungata, con polpa compatta, ricoperti dalla caratteristica pruina biancastra. La «Susina di Dro» è una cultivar autoctona, di lunga tradizione, coltivata e stabilizzatasi geneticamente nel tempo nelle Valli del fiume Sarca. Il particolare pregio della DOP «Susina di Dro» è legato al suo contenuto in polifenoli i quali influenzano in modo determinante i caratteri organolettici, il colore ed il sapore del frutto e rivestono un grande interesse dal punto di vista farmacologico. I frutti sono caratterizzati anche dal contenuto minimo in zuccheri, determinante per la definizione del gusto dolce-acidulo tipico di questo ecotipo locale.

9 FRUTTA (2^ Edizione)
 

Frutta. In queste 230 pagine ho raccolto oltre 120 schede di prodotti, metodi di lavorazione e tecniche di cucina pubblicate nel corso degli anni sul blog DALLA PARTE DEL GUSTO
(https://dallapartedelgusto.blogspot.com/).
Desidero infatti condividere con voi la mia passione per la cucina. In ogni stagione la frutta sta sulla nostra tavola. Quante virtù ci stanno nella frutta? Tantissime, facciamone allora tesoro. Ma una conoscenza più approfondita rende il nostro tesoro ancora più ricco ed appetibile. Ogni tipo di frutto ha molte varianti, occorre conoscerle e, se è il caso, acquistarle. Con questo semplice gesto avremo dato il nostro piccolo ma decisivo contributo alla pratica della biodiversità alimentare. Oggi la disponibilità di prodotti di qualità è enormemente cresciuta grazie a metodologie di trasporto veloci e conservazione sicure. Non limitiamoci a ciò che ci propone il nostro fruttivendolo di fiducia. Se lo stimoliamo al meglio, lui ci darà il meglio.

BRANCALEONE FOX TERRIER

“Brancaleone Fox Terrier” è il primo di un ciclo di volumi che Jean Jacques Bizarre, nom de plume di un bon vivant di origini parigine, ha dedicato alla Liguria, terra che conosce molto bene poiché vi ha risieduto a lungo in compagnia del suo adorato cane, costantemente attorniato dalle sue amicizie senza confini. Il libro è scritto sotto forma di diario che è anche guida turistica e gastronomica romanzata. Il volume si compone di 682 pagine. Leggendolo conoscerete luoghi, miti, leggende, eventi, itinerari, ristoranti e quanto di buono si può trovare in questa affascinante terra. Ma Jean Jacques ha anche aperto a voi le porte del suo cuore e delle sue grandi passioni: le belle donne e la buona cucina (non necessariamente nell’ordine).