venerdì 20 febbraio 2026

BIRRE: NASTRO AZZURRO


NASTRO AZZURRO
Nastro Azzurro
Tipo di birra pilsner
Nazione Italia
Gradazione alcolica 5.1% vol.
Gusto secco
Colore giallo paglierino
Tipo di fermentazione a bassa temperatura
Temperatura di servizio 7 - 9 °C
La Nastro Azzurro è una birra premium pilsner italiana prodotta a partire dagli anni sessanta dal birrificio Peroni di Roma. Il gusto è quello tipico di una pilsner con un accenno di agrumi e di luppolo ben stagionato. La gradazione alcolica è 5,1% vol.
La birra deve il suo nome ad un omaggio nei confronti del transatlantico italiano Rex che nel 1933 riuscì a conquistare il premio Nastro Azzurro.
Per il suo carattere secco e per la nota d'agrumi che la caratterizza, si sta diffondendo l'usanza, soprattutto in Italia, di accompagnarla ben fredda con l'aggiunta di ghiaccio e con una fetta di limone che le dona un carattere estivo e maggiormente dissetante, su ispirazione probabilmente della Birra Corona Extra messicana. Mentre in Italia viene venduta priva della scritta Peroni sull'etichetta, all'estero si vende con il nome Peroni Nastro Azzurro.


Nastro Azzurro:
L'Icona del "Mediterranean Style"

Se esiste una birra capace di racchiudere l'eleganza del design italiano in un calice, quella è senza dubbio la Nastro Azzurro. Nata negli anni Sessanta dalla storica famiglia Peroni, questa Premium Pilsner non è solo una bevanda, ma un tributo all'eccellenza nautica italiana: il suo nome celebra infatti il transatlantico Rex, che nel 1933 conquistò il prestigioso primato di velocità nella traversata atlantica.

Profilo Tecnico e Analisi Organolettica

La Nastro Azzurro si distingue nel panorama delle lager industriali per una pulizia formale e una secchezza che la rendono immediatamente riconoscibile.

  • L'Aspetto: Si presenta con un colore giallo paglierino brillante, sormontato da una schiuma bianca, fine e di media persistenza.

  • Il Bouquet: Al naso emergono sentori di cereale fresco e una sottile nota erbacea data dal luppolo ben stagionato, arricchita da un peculiare accenno agrumato.

  • Il Palato: È qui che la birra rivela il suo carattere. La fermentazione a bassa temperatura e l'utilizzo di ingredienti selezionati (tra cui il Mais Nostrano) regalano un gusto secco, fragrante e pulito. La chiusura è piacevolmente amaricante, priva di code dolciastre, il che la rende estremamente beverina.

CaratteristicaSpecifiche
StilePremium Pilsner
Gradazione$5,1\%$ vol.
FermentazioneBassa
Temperatura di Servizio$7 - 9$ °C

Il "Mistero" dell'Etichetta e le Nuove Tendenze

Un dettaglio per i collezionisti: mentre entro i confini nazionali la brandizzazione punta tutto sull'identità del nome Nastro Azzurro, nel mercato globale è conosciuta come Peroni Nastro Azzurro, portabandiera dell'aperitivo italiano a Londra come a New York.

Nota di Servizio: Recentemente, si è diffusa una tendenza "fusion" che vede la Nastro Azzurro servita con ghiaccio e una fetta di limone. Sebbene i puristi della Pilsner possano storcere il naso, questa pratica ne esalta le doti dissetanti e le note agrumate, trasformandola in un perfetto summer drink di ispirazione internazionale.

Abbinamenti Consigliati

Oltre alla classica pizza, la Nastro Azzurro brilla con il fritto misto all'italiana, focacce gourmet al rosmarino e cruditè di mare, dove la sua secchezza pulisce perfettamente il palato.



giovedì 19 febbraio 2026

BIRRE: BRASSERIE D'OC

BRASSERIE D'OC
La Brasserie d'Oc è un'industria della birra artigianale stabilita a Mèze nel dipartimento di Hérault. Produce diverse birre senza conservanti, non filtrate e non pastorizzate.
Le marche prodotte
La Pesca
La Pesca è una birra bionda con il gusto forte di luppolo con aromi di agrumi, contiene il 5% di Alcool (vol). Prodotta in bottiglie da 33cl e da 75 cl, ideale servilrla con una temperatura dagli 8 ai 10 °C.
La Pavoa
La Pavoa è una birra chiara di tipo belga alle cinque spezie. Birra molto dolce senza amarezza. Si consuma su qualsiasi prodotto del mare, contiene il 5% di Alcool (vol). Prodotta in bottiglie da 33cl e da 75 cl, ideale servirla con una temperatura dagli 8 ai 10 °C.
L'Occita
L'Occita è una birra ambrata di tipo Real Ale inglese. Ideale su formaggi e come digestivo, contiene il 5,5% di Alcool (vol). Prodotta in bottiglie da 33cl e da 75 cl, ideale servilrla con una temperatura dai 10 ai 12 °C.
La Mouska
La Mouska è una birra chiara al moscatello di Frontignant ideale su fegato grasso ed in cucina, con lo zuccherato ed il salato, contiene il 5,5% di Alcool (vol). Prodotta in bottiglie da 33cl e da 75 cl, ideale servilrla con una temperatura dagli 8 ai 10 °C.
Via Domitia
Via Domitia è una birra chiara di fermentazione bassa di tipo Pils, contiene il 5,2% di Alcool (vol). Prodotta in fusti da 20lt e in bottiglie decorate da 2 lt, ideale servilrla con una temperatura dagli 8 ai 10 °C..

Identità mediterranea e rigore brassicolo nell’Hérault

Nel panorama birrario dell’Occitania, la Brasserie d’Oc, con sede a nel dipartimento dell’, rappresenta una delle realtà più coerenti nel coniugare tradizione europea e impronta territoriale mediterranea. La filosofia produttiva è chiara: birre senza conservanti, non filtrate e non pastorizzate, dove l’integrità aromatica e la vitalità del lievito sono parte integrante dell’esperienza sensoriale.

Per il degustatore esperto, il tratto distintivo della maison non risiede soltanto nello stile dichiarato, ma nella volontà di tradurlo in chiave locale, con attenzione all’abbinamento gastronomico e alla valorizzazione delle materie prime regionali.

La Pesca – Blonde luppolata d’impronta agrumata (5% vol)

Birra bionda dall’attacco olfattivo immediatamente luppolato, con evidenti note agrumate (pompelmo, scorza d’arancia, talvolta cedro) che suggeriscono l’impiego di varietà aromatiche moderne o di luppoli con profilo citrico marcato.

Al palato l’ingresso è snello, la carbonazione vivace sostiene una struttura leggera ma non esile, con amaro ben percepibile e persistente, pur senza derive resinose eccessive. Il finale è secco, netto, di discreta lunghezza.

  • Servizio: 8–10 °C
  • Formato: 33 cl, 75 cl
  • Analisi tecnica: buona pulizia fermentativa; eventuale torbidità naturale data dalla mancata filtrazione.
  • Abbinamento evoluto: crostacei alla griglia, ceviche mediterraneo, formaggi caprini freschi.

La Pavoa – Blanche alle cinque spezie in stile belga (5% vol)

Dichiaratamente ispirata alla tradizione delle blanche belghe, La Pavoa si distingue per un profilo dolce e rotondo, con spezie che amplificano la dimensione aromatica senza generare amaro significativo.

L’assenza di marcata luppolatura privilegia una bevibilità morbida, con note di coriandolo, agrumi canditi e speziatura dolce che dialogano con una base maltata delicata. La struttura è leggera, con carbonazione fine.

  • Servizio: 8–10 °C
  • Formato: 33 cl, 75 cl
  • Profilo sensoriale: dolcezza percepita superiore alla media dello stile; amaro quasi assente.
  • Abbinamento consigliato: ostriche, cozze gratinate, tartare di tonno, cucina marinara in genere.

L’Occita – Ambrata di ispirazione Real Ale inglese (5,5% vol)

Qui la Brasserie d’Oc rende omaggio alla tradizione britannica della , pur in versione imbottigliata.

Colore ambrato luminoso, al naso emergono caramello leggero, biscotto, toffee e una luppolatura terrosa e floreale, tipica dei ceppi inglesi. Il corpo è medio, l’amaro equilibrato, mai invadente, con un finale che lascia spazio alla componente maltata.

  • Servizio: 10–12 °C
  • Formato: 33 cl, 75 cl
  • Equilibrio: centrato sulla dialettica malto/luppolo; buona armonia gustativa.
  • Abbinamenti strutturati: formaggi stagionati, cheddar, tome ovine; eccellente anche come birra da meditazione leggera o fine pasto.

La Mouska – Birra al Moscato di Frontignan (5,5% vol)

Espressione territoriale per eccellenza, La Mouska integra il moscatello di (Moscatel locale) nella matrice brassicola. Il risultato è una birra chiara con accenti aromatici vinosi, floreali e leggermente mielati.

In bocca si percepisce una dolcezza elegante, mai stucchevole, con tensione tra zuccherino e sapido che la rende particolarmente versatile in ambito gastronomico.

  • Servizio: 8–10 °C
  • Formato: 33 cl, 75 cl
  • Profilo tecnico: integrazione enologica ben calibrata; equilibrio tra fermentazione maltata e contributo aromatico dell’uva.
  • Abbinamento d’alta cucina: foie gras, terrine, piatti in agrodolce, preparazioni con frutta secca.

Via Domitia – Pils a fermentazione bassa (5,2% vol)

Richiamo storico nel nome – la Via Domitia romana – per una birra che si colloca nel solco delle Pils continentali. Fermentazione bassa, limpidezza brillante (pur nel rispetto della filosofia non filtrata), amaro elegante e finale asciutto.

La luppolatura appare più classica, con note erbacee e floreali sottili. La bevibilità è alta, ma sostenuta da una struttura solida e da una chiusura nitida.

  • Servizio: 8–10 °C
  • Formato: fusti da 20 l, bottiglie decorate da 2 l
  • Carattere: equilibrio tra pulizia tecnica e impronta artigianale.
  • Abbinamento: fritti di pesce, carni bianche, cucina mediterranea leggera.

Considerazioni conclusive per il degustatore esperto

La Brasserie d’Oc si distingue per una gamma coerente, gastronomicamente orientata, con una forte identità territoriale. L’assenza di filtrazione e pastorizzazione implica una maggiore variabilità sensoriale tra i lotti, elemento che per il degustatore evoluto rappresenta non un limite, ma una testimonianza di autenticità artigianale.

L’approccio stilistico non è rivoluzionario, ma interpretativo: tradizioni belghe, inglesi e tedesche vengono rilette attraverso la lente mediterranea, con particolare attenzione agli abbinamenti e all’integrazione con il patrimonio enogastronomico dell’Hérault.

Una produzione che non cerca l’eccesso, ma l’equilibrio. E proprio nell’equilibrio, per chi degusta con consapevolezza, si nasconde la cifra più autentica della Brasserie d’Oc.


mercoledì 18 febbraio 2026

BIRRE: FELDSCHLÖSSCHEN


FELDSCHLÖSSCHEN
Feldschlösschen Boissons SA (FBSA) è un'azienda che produce birra, ed è la prima impresa di bevande della Svizzera. È stata acquisita da Carlsberg nel 2000.
Feldschlösschen Boissons SA (FBSA) ha la sua sede a Rheinfelden nel cantone di Argovia. Possiede 5 impianti di produzione distribuiti in tutta la Svizzera e 17 centri che si occupano della distribuzione di bevande. FBSA è una filiale del gruppo Carlsberg Breweries.
I prodotti
FBSA possiede 13 marchi e produce globalmente 50 tipi delle bevande nelle tre industrie della birra e le due nell'imbottigliamento delle acque minerali. Una parte importante della produzione di birra è destinata all'esportazione.
Le marche di birra prodotte sono:
Feldschlösschen Original (4,8% vol)
Feldschlösschen 2,4 (2,4% vol)
Feldschlösschen Alkoholfrei (<0,5% vol)
Feldschlösschen Gold (5,2% vol)
Feldschlösschen Hopfenperle (5,2% vol)
Feldschlösschen Dunkle Perle (5,5% vol)
Feldschlösschen Ice Beer (5,0% vol)
Feldschlösschen Urtrüb (5,0% vol)
Feldschlösschen-Frühlingsbier (5,5% vol)
Feldschlösschen-Weihnachtsbier (5,5% vol)
Feldschlösschen Panaché (2,4% vol)
Feldschlösschen Premium (5,0% vol)
Hürlimann Hammer (5,0% vol)
Hürlimann Lager (4,8% vol)
Hürlimann Sternbräu (5,2% vol)
Cardinal Lager Classique (4,8% vol)
Cardinal 2.4 (2,4% vol)
Cardinal Sans alcool (<0,5% vol)
Cardinal Spéciale (5,2% vol)
Cardinal Eve (3,1% vol)
Cardinal Original Draft (4,9% vol)
Cardinal-Weihnachtsbier (5,5% vol)
Cardinal Lemon (5,0% vol)
Panaché Bilz (0,0% vol)
Carlsberg (5,0% vol)
Carlsberg Non-Alcoholic (<0,5% vol)
Tuborg Gold Label (5,0% vol)
Gurten Lager (4,8% vol)
Gurten Bäre Gold (5,2% vol)
Valaisanne Lager (5,0% vol)
Valaisanne Blonde 25 (4,8% vol)
Valaisanne Spéciale (5,2% vol)
Walliser Bier Zwickel (5,2% vol)
Valaisanne Hopfengold (5,9% vol)
Warteck Lager (4,8% vol)
Warteck Pic (5,2% vol)
La produzione
FBSA è in grado di produrre annualmente 340 000 000 litri di birra e d'acqua minerale tramite i suoi 5 centri di produzione, questa cifra corrisponde a più di 1 miliardo di bottiglie di 3,3 dl o anche 2000 bottiglie al minuto (24h/24).

Feldschlösschen Boissons SA: 
identità brassicola e precisione svizzera nel portafoglio

Nel panorama europeo della produzione birraria industriale di alta gamma, Feldschlösschen Boissons SA rappresenta un caso emblematico di equilibrio tra scala produttiva, rigore tecnico e riconoscibilità stilistica. Prima impresa di bevande della Svizzera, con sede a (Canton Argovia), l’azienda opera con cinque impianti produttivi e una rete capillare di diciassette centri di distribuzione, configurandosi come un vero sistema logistico integrato al servizio della cultura brassicola elvetica.

Dal 2000, l’ingresso nell’orbita del gruppo danese Carlsberg ha rafforzato l’infrastruttura tecnologica e la proiezione internazionale, senza snaturare l’identità produttiva svizzera. Per il degustatore esperto, questo doppio registro — radicamento territoriale e appartenenza a un grande gruppo globale — si traduce in un’interessante dialettica tra standardizzazione qualitativa e fine modulazione stilistica.

Architettura sensoriale e rigore produttivo

Feldschlösschen presidia tredici marchi e circa cinquanta referenze tra birra e bevande analcoliche, articolando la propria offerta su tre poli birrari principali e due poli dedicati all’imbottigliamento di acque minerali. Tuttavia, al di là dei numeri, ciò che merita attenzione è l’impostazione tecnico-sensoriale delle birre.

Le lager chiare, asse portante della produzione, rivelano un’impostazione classica mitteleuropea: profilo olfattivo pulito, cereale fine, lieve florealità da luppoli nobili, chiusura secca e precisa. La fermentazione a bassa temperatura è condotta con grande controllo, limitando esteri e diacetile, per un risultato che privilegia equilibrio e bevibilità senza concessioni all’eccesso aromatico.

Nelle versioni più strutturate — ambrate o specialità stagionali — emerge un uso calibrato dei malti caramellati, con note di crosta di pane, miele leggero e talvolta accenni tostati, sempre inseriti in una tessitura gustativa lineare. Il corpo è medio, la carbonazione vivace ma non aggressiva, l’amaro mai dominante: la filosofia resta quella della compostezza.

Standard industriale e controllo qualitativo

L’appartenenza al gruppo Carlsberg ha comportato l’adozione di protocolli analitici avanzati, dalla selezione delle materie prime al monitoraggio microbiologico. Per l’assaggiatore evoluto, ciò significa costanza tra lotti, assenza di deviazioni ossidative premature e stabilità aromatica anche nelle birre destinate all’esportazione.

Una parte significativa della produzione è infatti rivolta ai mercati esteri, dove la tenuta qualitativa nel tempo e durante il trasporto diventa elemento discriminante. In questo senso, Feldschlösschen incarna un modello di “industrial craft” svizzero: non artigianalità narrativa, ma precisione tecnica elevata a cifra stilistica.

Il dialogo con l’acqua: un elemento identitario

Non va trascurato il ruolo delle acque minerali nel portafoglio aziendale. L’esperienza nell’imbottigliamento e nella gestione delle risorse idriche incide indirettamente anche sulla produzione birraria. L’acqua, in Svizzera, è patrimonio e materia prima di qualità intrinseca elevata: la sua composizione, opportunamente trattata o adattata, contribuisce alla nitidezza gustativa delle lager e alla pulizia finale del sorso.

Per il degustatore attento, la finezza dell’acqua si percepisce nella trasparenza aromatica e nella coerenza tra naso e palato: nessuna asperità minerale fuori registro, nessuna ruvidità residua.

Conclusione: eleganza funzionale

Feldschlösschen Boissons SA non si propone come laboratorio sperimentale né come icona della rivoluzione craft, bensì come interprete di una tradizione mitteleuropea aggiornata con strumenti contemporanei. La sua cifra distintiva è l’eleganza funzionale: birre costruite per essere bevute, replicate e riconosciute, in cui l’armonia prevale sulla provocazione.

Per il degustatore esperto, l’interesse non risiede nella sorpresa aromatica, ma nella precisione dell’esecuzione: un esercizio di stile industriale che, quando ben compreso, rivela una forma di classicità moderna, radicata nel territorio svizzero e proiettata nel mercato globale.



martedì 17 febbraio 2026

BIRRE: FOHRENBURG

FOHRENBURG

Fohrenburg GmbH & Co KG Brauerei è un birrificio di Bludenz.
La fabbrica di birra è stata fonfata nel 1881 da Ferdinand Gassner. Il nome deriva dal ristorante omonimo della città di Bludenzer. Già nel primo anno di produzione si raggiunsero 8000 hl.  Nel 1890 si salì a 50.000 hl. Nel 1912 viene installato un nuovo sistema di refrigerazione. Nel 1913 entra in funzione il primo camion per il trasporto di birra e ghiaccio.
Nel 1960, la quantità è salita a circa 150.000 hl . Nel 2000 la fabbrica di birra è stata acquisita da Selbiger. A questo punto, il volume di produzione è pari a 270.000 ettolitri.
Birre prodotte
Anniversario Fohrenburger
Fohrenburger Stiftle
Fohrenburger Marzer
Fohrenburger Keller natuer nuvoloso
Fohrenburger grano
Fohrenburger alcol di grano gratis
Fohrenburger analcolico
Fohrenburger Scuro
Fohrenburger Bock
Fohrenburger Pils
Fohrenburger No 1
Fohrenburger Bierle per Feschtle
Fohrenburger Tradition 1881

Fohrenburg GmbH & Co KG Brauerei

Nel panorama brassicolo austriaco, il birrificio Fohrenburg di Bludenz rappresenta una delle realtà storiche più significative dell’area alpina occidentale. Fondato nel 1881 da Ferdinand Gassner, il birrificio deve il proprio nome a un ristorante cittadino, segno di un’origine profondamente legata alla dimensione conviviale e territoriale della birra. Già nel primo anno di attività la produzione raggiunse gli 8.000 ettolitri, un risultato rilevante per l’epoca, destinato a crescere rapidamente fino ai 50.000 ettolitri nel 1890.

La storia dell’azienda è scandita da tappe tecnologiche che interessano direttamente il degustatore attento alla qualità produttiva. L’installazione, nel 1912, di un moderno sistema di refrigerazione segna un passaggio cruciale verso una maggiore stabilità fermentativa, mentre l’introduzione nel 1913 del primo camion per il trasporto di birra e ghiaccio testimonia una precoce consapevolezza logistica e distributiva. Nel secondo dopoguerra la produzione continua ad aumentare, toccando i 150.000 ettolitri nel 1960, fino ad arrivare, nel 2000, a 270.000 ettolitri, anno in cui il birrificio entra a far parte di Brau Union Österreich, realtà appartenente al gruppo Heineken. Questo passaggio consolida la dimensione industriale dell’azienda, pur mantenendo una forte identità regionale radicata nel Vorarlberg.

Dal punto di vista stilistico, Fohrenburg si colloca con coerenza nella tradizione mitteleuropea delle lager a bassa fermentazione. Il degustatore professionale vi ritroverà un’interpretazione classica dei modelli Helles e Märzen, caratterizzata da precisione tecnica, pulizia aromatica e controllo fermentativo. La birra si presenta generalmente con un colore dorato brillante, limpido, sormontato da una schiuma bianca fine e compatta, indice di corretta carbonazione e buona gestione proteica.

All’olfatto emergono note di cereale fresco, crosta di pane e un accenno delicato di miele chiaro; il luppolo si esprime con discrezione attraverso sfumature erbacee e talvolta floreali, senza mai sovrastare la componente maltata. L’intensità aromatica è misurata, coerente con uno stile che privilegia l’equilibrio alla complessità.

In bocca l’attacco risulta morbido, con una dolcezza maltata contenuta che viene progressivamente bilanciata da un amaro elegante e moderato. Il corpo è medio-leggero, sostenuto da una carbonazione fine e ben integrata che contribuisce alla scorrevolezza complessiva. Il finale, generalmente secco e pulito, rappresenta uno degli elementi distintivi: qui il degustatore deve verificare l’assenza di residui zuccherini e la precisione dell’attenuazione, oltre alla mancanza di difetti fermentativi quali diacetile o ossidazioni precoci.

L’identità sensoriale di Fohrenburg si fonda dunque su bevibilità, equilibrio e coerenza stilistica. Non è una birra che cerca l’effetto sorprendente, ma piuttosto la solidità tecnica e la continuità qualitativa. In un contesto comparativo con altre lager austriache o bavaresi, l’analisi professionale dovrà concentrarsi sulla finezza della carbonazione, sulla stabilità della schiuma, sulla pulizia del profilo fermentativo e sulla precisione del finale amaro.

Nel servizio e nell’abbinamento gastronomico, queste birre si esprimono al meglio accanto alla cucina alpina, a carni bianche arrosto o a formaggi di media stagionatura, dove la loro freschezza e il finale asciutto contribuiscono a detergere il palato senza interferire con le componenti aromatiche del piatto.

Per il degustatore professionale, Fohrenburg rappresenta quindi un caso esemplare di tradizione brassicola regionale evoluta in chiave industriale senza perdere coerenza stilistica. La valutazione non deve cercare l’eccezionalità aromatica, ma piuttosto la precisione tecnica, la stabilità e l’armonia complessiva: parametri che, nel mondo delle lager classiche, costituiscono il vero banco di prova della qualità.