giovedì 26 febbraio 2026

BIRRE: PERONI

PERONI

Birra Peroni S.p.A. conosciuta più semplicemente come Peroni era un'azienda italiana specializzata nella produzione di birra, attualmente la dicitura Peroni è uno dei tanti marchi commerciali appartenenti all'azienda sudafricana SABMiller.
Nel 1846 Giovanni Peroni si trasferisce a Vigevano dove cominciò a lavorare come bottigliere e ben presto aprì una piccola attività di produzione di birra; la birra prodotta veniva venduta in un locale che Peroni aprì accanto alla fabbrica, locale che ebbe un permesso speciale per la possibilità di rimanere aperto fino alle 23.30. Nonostante l'azienda riuscisse ad andare avanti, Peroni intuì che la sua attività avrebbe riscosso un maggior successo al sud, dove il consumo di birra era già più diffuso: fu così che nel 1864 aprì una filiale a Roma, città non facente ancora parte del Regno d'Italia.
Nel 1872, grazie al successo riscosso, la sede centrale dell'azienda fu trasferita nella capitale e il locale di vendita entro le mura vaticane; nel 1886 viene presentata all'Esposizione nazionale dei prodotti alimentari, dove guadagna il titolo di onorevole e di fornitore ufficiale di casa Savoia. Negli anni a venire l'azienda cresce fino a diventare, a cavallo tra i due secoli, una delle maggiori industrie italiane.
Durante il primo decennio del secolo la Peroni comincia a pubblicizzare il suo prodotto e a tecnologizzare la fabbrica, ma il periodo delle due guerre mondiali trascina il birrificio in una grave crisi, dovuta alla scarsità di materie prime e di consumatori. Ma la crisi fu superata nell'epoca del boom economico, epoca in cui anche l'azienda si rinvigorisce e comincia l'espansione nella penisola, tramite l'acquisizione di marchi (Birra d'Abruzzo, Birra Livorno, Birra Raffo, Birra Dormisch,...) ed una buona campagna pubblicitaria.
Gli anni settanta e ottanta sono un periodo di internalizzazione e rinnovamento, tramite accordi internazionali che allargano il mercato Peroni e innovazioni aziendali dovute alla diffusione delle grandi multinazionali e l'importazione di birre estere. Gli anni novanta sono per l'azienda un periodo di stabilizzazione e affermazione del mercato.
Nel 2003 la Birra Peroni vende la maggioranza delle azioni all'azienda sudafricana SABMiller, leader mondiale nel settore birra a livello di volumi.
Attualmente i 3 stabilimenti di produzione sono dislocati a Roma, Bari e Padova ed hanno circa 900 dipendenti e una produzione di 4,7 milioni di ettolitri. Il fatturato del 2005 è stato di 399 milioni di euro.

Dal Risorgimento alla Globalizzazione:
L’Epopea Fluida di Birra Peroni

Bere una Peroni oggi non significa solo consumare una bionda ghiacciata; significa sorseggiare quasi due secoli di storia industriale italiana, fatta di intuizioni geografiche, scalate sociali e, infine, grandi manovre finanziarie internazionali.

L’Intuizione di Giovanni: Da Vigevano alla Conquista di Roma

La storia inizia nel 1846, quando Giovanni Peroni si stabilisce a Vigevano. Qui, il giovane imprenditore non si limita a produrre birra, ma crea un ecosistema: la fabbrica accanto al locale di mescita. Un dettaglio curioso per l’epoca? Il suo locale godeva di un permesso speciale per restare aperto fino alle 23:30, un lusso che già allora suggeriva la vocazione "notturna" e conviviale del prodotto.

Tuttavia, il vero colpo di genio fu strategico: intuire che il mercato del Nord era saturo o meno ricettivo rispetto al Sud. Nel 1864, prima ancora che Roma diventasse capitale del Regno d'Italia, Peroni vi aprì una filiale. Fu la mossa vincente.

Il Sigillo Reale e l'Espansione Nazionale

Il trasferimento della sede centrale a Roma nel 1872 segnò l'inizio dell'ascesa definitiva. La Birra Peroni divenne un'istituzione cittadina (con vendite persino entro le mura vaticane) e nazionale:

  • 1886: All'Esposizione Nazionale dei Prodotti Alimentari, ottiene il titolo di fornitore ufficiale della Real Casa Savoia.

  • Primo Novecento: L'azienda cavalca la modernità, investendo in tecnologia e nelle prime, pionieristiche campagne pubblicitarie.

Crisi, Boom e Shopping Aziendale

Le due guerre mondiali rappresentarono una battuta d'arresto drammatica. Tra scarsità di materie prime e crollo dei consumi, il birrificio rischiò il collasso. La rinascita arrivò con il Boom Economico degli anni '50 e '60.

In questo periodo, Peroni non si limita a crescere, ma "divora" la concorrenza locale, trasformandosi in un colosso attraverso l'acquisizione di marchi storici del territorio: Birra d'Abruzzo, Livorno, Raffo e Dormisch. È l'epoca d'oro del marketing, dove il brand diventa parte integrante dell'immaginario collettivo italiano.

Il Nuovo Millennio: Sotto l'Egida Globale

Dopo decenni di consolidamento e internazionalizzazione, il 2003 segna la fine dell'indipendenza "famigliare" del marchio. La maggioranza delle azioni passa al gigante sudafricano SABMiller.

Oggi, sebbene il nome Peroni sia tecnicamente un marchio commerciale di una multinazionale, l'impronta produttiva resta radicata nel territorio italiano con i tre poli di Roma, Bari e Padova. Con una produzione che sfiora i 5 milioni di ettolitri, quella che era iniziata come una piccola bottega a Vigevano è diventata un pilastro del mercato globale, mantenendo però quel legame indissolubile con la tradizione che solo un fornitore dei Savoia può vantare.

Nota per l'intenditore: La prossima volta che stapperete una Peroni, ricordate che state aprendo un archivio liquido che ha attraversato lo Stato Pontificio, due guerre mondiali e la rivoluzione industriale italiana.



mercoledì 25 febbraio 2026

BIRRE: SUPER BOCK

SUPER BOCK

Super Bock è una marca portoghese di birra, con sede a Leça do Balio, nei pressi della città di Oporto.
Le birre Super Bock sono le più popolari del Portogallo (42% del mercato, secondo i dati del settembre 1998, soprattutto nel nord del Paese mentre nelle altre zone è maggiore la concorrenza di Sagres e Coral, tipica di Madera.
La Super Bock è venduta nel 90% dei ristoranti e negozi portoghesi e in ventuno altre nazioni, tra le quali Angola, Bermuda, Canada, Mozambico, Regno Unito e Spagna. Super Bock è stato riconosciuto per la sua qualità da Monde Selection.
Super Bock è disponibile in diverse varietà:
Classic (tasso alcolico 5,6%)
Abadia (tasso alcolico 6.4%): birra scura
Stout (tasso alcolico 5%): birra nera
Green (tasso alcolico 4%): birra con limone
Tango: con retrogusto di ribes
Twin: versione non alcolica

Nel panorama brassicolo iberico, rappresenta molto più di un semplice marchio nazionale: è un vero e proprio paradigma identitario della cultura birraria portoghese. Prodotta a Leça do Balio, nei pressi di , nel cuore industriale del nord, questa birra ha saputo coniugare radicamento territoriale e vocazione internazionale, affermandosi come leader storico di mercato in patria e ambasciatrice del gusto lusitano nel mondo.

L’identità di una lager atlantica

Super Bock nasce e si sviluppa nel contesto climatico e gastronomico del nord del Portogallo, area caratterizzata da una forte tradizione conviviale e da una cucina robusta, sapida, spesso ricca di carni e preparazioni grigliate. Non è un caso che la sua versione Classic (5,6%) presenti un profilo sensoriale netto, equilibrato ma deciso.

Nel calice si esprime con un colore dorato brillante, schiuma bianca compatta e buona persistenza. Al naso emergono sentori di cereale fresco, crosta di pane chiaro e un accenno erbaceo da luppoli continentali. In bocca l’attacco è morbido, con una dolcezza maltata iniziale che lascia spazio a un finale asciutto e moderatamente amaro. L’equilibrio tra dolcezza e amaro è il vero punto di forza: una lager pensata per la tavola, capace di accompagnare piatti intensi senza risultare invadente.

Leadership e competizione interna

Con una quota storica del 42% del mercato nazionale (dato di fine anni ’90), Super Bock ha dominato soprattutto nel nord del Paese. Tuttavia, nel sud e nelle aree turistiche si confronta con concorrenti di peso come , marchio radicato nell’area di Lisbona, e , simbolo dell’isola di .

Questa dialettica interna riflette non solo dinamiche commerciali ma anche identità regionali: Super Bock è percepita come la birra del nord operoso, della convivialità schietta, della tavola condivisa.

Le varianti: declinazioni di uno stile

Classic (5,6%)

La colonna portante della gamma. Lager di ispirazione centroeuropea ma con personalità atlantica. Carbonazione vivace, finale secco, bevibilità elevata.

Abadia (6,4%)

Versione scura che richiama, già nel nome, suggestioni monastiche. Di colore ambrato intenso tendente al bruno, propone note di caramello, frutta secca e lieve tostatura. L’alcol più sostenuto dona corpo e rotondità, rendendola adatta ad abbinamenti con carni arrosto e formaggi stagionati.

Stout (5%)

Birra nera dal profilo torrefatto, con note di caffè e cacao amaro. Non eccessivamente strutturata, mantiene una beva agile rispetto alle stout britanniche più dense. Interessante l’equilibrio tra tostatura e dolcezza residua.

Green (4%)

Lager aromatizzata al limone, pensata per un consumo estivo e informale. Il limone non è invasivo ma integra una freschezza citrica che alleggerisce il corpo. Ideale come aperitivo o in abbinamento a piatti di pesce fritto.

Tango

Variante con retrogusto di ribes, che gioca su un equilibrio tra dolcezza fruttata e freschezza. Meno tradizionale, più orientata a un pubblico giovane o a momenti di consumo non convenzionali.

Twin (analcolica)

Versione priva di alcol che mantiene buona parte del profilo maltato della Classic. Interessante per chi cerca continuità gustativa senza componente etilica.

Riconoscimenti e proiezione internazionale

La qualità di Super Bock è stata riconosciuta da , istituto internazionale che valuta prodotti alimentari e bevande. Oltre al mercato domestico, la birra è distribuita in oltre venti Paesi, tra cui Angola, Mozambico e Canada, beneficiando anche dei legami storici e linguistici del Portogallo con il mondo lusofono.

Analisi critica per intenditori

Per un degustatore esperto, Super Bock non rappresenta una birra “estrema” o innovativa nel senso craft contemporaneo. Non gioca su luppolature aggressive né su fermentazioni sperimentali. La sua forza è l’equilibrio tecnico: pulizia fermentativa, coerenza stilistica, costanza produttiva su larga scala.

È una lager industriale di alto livello, costruita secondo parametri rigorosi, con un controllo qualitativo che le consente di mantenere standard elevati anche su volumi importanti. Se degustata alla temperatura corretta (6–8°C per la Classic), rivela una finezza superiore rispetto a molte lager mainstream europee.

Conclusione

Super Bock è la dimostrazione che anche una birra di grande diffusione può conservare identità e qualità. È un prodotto che racconta il Portogallo moderno: radicato, orgoglioso, ma aperto al mondo. Per l’intenditore, il suo valore non risiede nella sperimentazione, bensì nella precisione esecutiva e nell’armonia gustativa.

Una birra da comprendere nel suo contesto culturale prima ancora che nel bicchiere.


martedì 24 febbraio 2026

BIRRE: SKOL

SKOL
Skol è una marca di birra di proprietà dell'impresa danese Carlsberg con licenza per essere fabbricata in Brasile dalla AmBev. Il suo nome deriva dall' espressione scandinava skål, che significa "alla vostra salute"; espressione comune che precede i brindisi. È oggi il principale produttore del segmento nel mercato brasiliano. È commercializzata nei tipi Plzeň, beats, alla spina chiara e scura.
La birra Skol Pilsen fu lanciata il 25 agosto 1964 in Europa e giunse in Brasile nel 1967. La sua storia è segnata da innovazioni che hanno rivoluzionato il settore. Nel 1971 lanciò la prima lattina a banda stagnata. Fu anche pioniera nel lancio della prima lattina di alluminio nel 1979. Nel 1993 l'azienda lanciò la Skol Pilsen in lattina da 500 ml nella bottiglia a collo lungo (long neck) con tappo ad elica.
Insieme al modello internazionale di confezioni a perdere, nel 1996 lanciò la confezione a collo lungo (long neck) da 355 ml di capacità. Nel 1997 portò sul mercato la prima lattina con l'imboccatura rotonda. Nel 1998 iniziò un periodo di massicce campagne pubblicitarie. Come sponsor ufficiale del Campionato brasiliano di Supercross, nel 1999 portò in Brasile il campione mondiale Jeremy Macgrath. Ancora nel 1999 ebbe luogo lo Skol Rock, evento che riunì formazioni inedite della musica rock. Il 2000 iniziò con la campagna "2000: O verão mais redondo do planeta" ("2000: L'estate più rotonda del pianeta", in riferimento ai tre zeri del numero dell'anno).
Nel 2000 ebbe luogo anche la prima edizione di Skol Beats, evento patrocinato dalla Skol che riunì grandi stelle della musica elettronica a Curitiba e San Paolo. Lo Skol Rock non fu abbandonato e venne successivamente ripreso in feste a Curitiba e all'interno di San Paolo. Nel 2002 la Skol uscì con una confezione sviluppata appositamente per la stagione estiva.
Fu lanciato anche un nuovo tipo di birra, Beats, fatto in base a ciò che il consumatore vuole per le feste di animazione. Si caratterizzò per cambiamenti nel sapore e nel tenore alcolico e per una confezione a collo lungo da 330 ml, di tipo trasparente.
Nell'ottobre del 2006 fu creata la birra Skol Lemon, a basso tenore alcolico e gusto di limone, che trovò un'accoglienza discorde tra il pubblico. La nuova bevanda lanciò messaggi pubblicitari carismatici e ricchi di allegria, il cui più recente successo è una campagna per l'estate 2006/2007 in cui un gruppo di amici si fanno scherzi tra loro e di cui conserveranno ricordi per il resto della vita, rafforzando l'idea "giovane", essendo il pubblico dei giovani il target della birra.
In Europa, la Skol ha raggiunto ottimi risultati di mercato. In Brasile, grazie al marketing aggressivo, ha conseguito significativi volumi di vendita, divenendo una "commodity" della AmBev. Il successo del prodotto è testimoniato dal valore del marchio: secondo la società di consulenza britannica InterBrands, il marchio Skol è valutato 421 milioni di dollari USA ed è il 4º del Brasile in termini di valore.

Skol:
Anatomia di un Leader di Mercato tra Innovazione Packaging e Strategia di Branding

Nel panorama globale del settore birrario, il caso Skol rappresenta uno dei più riusciti esempi di adattamento cross-culturale e leadership tecnologica. Di proprietà del gruppo danese Carlsberg ma gestita in regime di licenza dalla multinazionale AmBev (parte del colosso AB InBev) nel mercato brasiliano, Skol non è solo una birra, ma un "benchmark" di efficienza distributiva e innovazione del packaging.

Genesi e Posizionamento Strategico

Lanciata ufficialmente il 25 agosto 1964 in Europa, Skol ha trovato il suo terreno di massima espansione in Brasile a partire dal 1967. Il brand trae la sua denominazione dal termine scandinavo skål (prosit/alla salute), capitalizzando su un'identità che fonde l'heritage nord-europeo con una dinamicità tropicale.

Oggi, Skol è considerata una vera e propria commodity strategica per AmBev, posizionandosi come il principale produttore nel segmento Pilsen in Brasile, con una valutazione del brand stimata da Interbrand in circa 421 milioni di dollari.

Innovazione di Prodotto e Packaging: Una Timeline Pionieristica

La leadership di Skol non è derivata solo dal gusto, ma da una costante rivoluzione dei materiali e dei formati, anticipando i trend di consumo "on-the-go" e migliorando la logistica industriale:

AnnoInnovazione IntrodottaImpatto sul Settore
1971Prima lattina in banda stagnataInizio della transizione dal vetro al metallo
1979Prima lattina di alluminioStandardizzazione della leggerezza e riciclabilità
1993Formato 500ml e tappo "twist-off"Maggiore volume e facilità di apertura
1996Long Neck da 355 mlAllineamento agli standard internazionali "one-way"
1997Lattina con imboccatura rotondaOttimizzazione dell'esperienza di bevuta (flow rate)

Segmentazione e Diversificazione del Portfolio

Per mantenere la quota di mercato, Skol ha operato una segmentazione aggressiva, adattando il prodotto a diverse occasioni di consumo:

  1. Skol Pilsen: Il core business, focalizzato sulla freschezza e la bevibilità.

  2. Skol Beats: Una linea progettata specificamente per il canale Nightlife. Caratterizzata da un profilo organolettico differente e un packaging in vetro trasparente da 330 ml, punta a un pubblico che cerca energia e socialità.

  3. Skol Lemon: Un esperimento di Radler-style a basso tenore alcolico. Sebbene accolto con pareri discordi, ha dimostrato la volontà del brand di presidiare le nicchie "light" e pomeridiane.

Marketing Esperienziale e Targetizzazione

La strategia di comunicazione di Skol si è evoluta da semplice pubblicità tabellare a una vera propria creazione di ecosistemi di intrattenimento:

  • Asset Musicali: Eventi come lo Skol Rock e lo Skol Beats (dedicato all'elettronica) hanno trasformato la birra in un catalizzatore culturale, legando il marchio indissolubilmente al target giovanile.

  • Concept "Redondo": La celebre campagna "O verão mais redondo do planeta" ha saputo sfruttare la simbologia del numero 2000 per rafforzare il concetto di "perfezione" e "fluidità" del gusto Skol, diventando un caso studio di comunicazione stagionale.

Nota per gli analisti: Il successo di Skol in Brasile è un esempio di come la combinazione tra un solido apparato logistico (AmBev) e un marketing emozionale possa trasformare un prodotto internazionale in un leader di mercato locale quasi inattaccabile.