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LIMONE COSTA D'AMALFI

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Il Limone Costa d'Amalfi, noto anche come Sfusato Amalfitano, è un prodotto ortofrutticolo italiano a Indicazione geografica protetta. Viene prodotto nei comuni appartenenti alla costiera amalfitana, ovvero Amalfi, Atrani, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello, Scala, Tramonti, Vietri sul Mare. Il limone della costiera amalfitana, classificabile come femminello sfusato, presenta una buccia di spessore medio e di colore giallo chiaro, ricca di oli essenziali e terpeni. Possiede una polpa succosa e moderatamente acida, con scarsa presenza di semi (dai 4 ai 10 semi per frutto). Si presenta di dimensioni medio-grosse (dai 100 ai 120 grammi per frutto) ed è ricco di acido ascorbico, ossia di Vitamina C. Questo frutto presenta caratteristiche esclusive, che lo rendono famoso nel mondo. Si tratta di un limone di categoria sfusato, e si differenzia dai limoni della vicina area sorrentina per le diverse modalità di coltivazione e per proprietà organ...

GELATINA DI ZIBIBBO

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Nettare di uva Zibibbo, mosto fiore di uva zibibbo parzialmente fermentato. Si porta ad ebollizione il mosto fiore dell'uva zibibbo e a mano, con un cucchiaio di legno si "tira" mescola il prodotto con lo zucchero sino al raggiungimento della colorazione e della consistenza voluta. Si procede poi con l'invasettamento esclusivamente a mano. Oltre a non contenere nessun conservante, colorante ecc ecc, questo prodotto mantiene inalterati i profumi tipici del vino aromatico “Moscato d’Alessandria”. Come usare: Come dolcificante in una tisana, su un gelato di crema o in abbinamento a formaggi erborinati e/o freschi di capra. Può essere utilizzato anche in qualche preparazione culinaria. Come conservare: Non necessità di temperature controllate anche dopo che il vaso è stato aperto. 12 CONSERVE (2^ Edizione) Conserve. In queste 230 pagine ho raccolto circa 300 schede di ricette, prodotti e consigli di degustazione pubblicate nel corso degli anni sul blo...

AGLIO DI CARAGLIO

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L’Aj ‘d Caraj – aglio di Caraglio – è un aglio di montagna di qualità autoctona coltivato nel comune di Caraglio in provincia di Cuneo, alle porte della Val Grana. Un tempo tale coltivazione era molto diffusa nella fascia collinare del comune per via delle particolari caratteristiche del terreno ricco di sali minerali e delle condizioni climatiche favorevoli. Il progetto di riscoperta, recupero e valorizzazione dell’aglio di Caraglio è stato ufficializzato nel luglio del 2008 con la creazione del Consorzio di Tutela e Promozione dell’Aglio di Caraglio che conta ad oggi una decina di produttori ed è basato su un disciplinare di produzione condiviso ed orientato a metodi di coltivazione biologici. Dal Consorzio, che costituisce un organo prevalentemente tecnico, nasce nel novembre 2008 la Confraternita dell’Aglio di Caraglio che si occupa della promozione del prodotto e degli aspetti culturali e gastronomici. I Coltivatori d’Aglio di Caraglio costituiscono anche una delle 2000 c...

SALSA ALL'AGLIO

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L'agliata è una salsa a base d'aglio e noci utilizzata nella repubblica marinara di Genova e importata in altre zone del Mediterraneo, dalla Sardegna alla Sicilia. È denominata così anche una preparazione gastronomica tipica della cittadina di Bosa, in provincia di Oristano. È una salsa tradizionale molto utilizzata in passato soprattutto dai pescatori che necessitavano di conservare il cibo molto a lungo anche per periodi di qualche giorno in quanto i moderni frigoriferi per quel tempo erano decisamente un lusso. Si prepara utilizzando aglio trito in quantità decisa che viene soffritto in olio di oliva con pomodori secchi facendo sfumare il tutto con abbondante aceto di vino. Con il composto così ottenuto venivano posti a marinare perlopiù pesce, come razza, gattuccio, polpi ma anche i tradizionali piedini di agnello. Le pietanze così elaborate oltre a garantire un gusto deciso e stuzzicante si potevano conservare ben più a lungo lasciando inalterati, se non migliorati, fresch...

FARINA DI CASTAGNE

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E' ottenuta da castagne, popolare in Corsica, nelle regioni francesi della zona del Massiccio Centrale e in alcune aree appenniniche d'Italia. In Italia è principalmente usata per la preparazione di dolci tra cui il celebre castagnaccio, le frittelle, i necci in Toscana, eccetera. Sia in Corsica sia in Italia la farina di castagne è usata anche per preparare la tradizionale varietà di polenta dolce, che ha a lungo costituito l'alimento-base delle popolazioni di montagna in numerose zone dell'Appennino. La farina di castagne, detta anche farina dolce, è il prodotto dell'essiccatura e della successiva macinatura delle castagne. Si presenta con un colore nocciola per la presenza della pellicina altrimenti colore paglierino ,e con sapore dolce, si produce principalmente nelle zone di montagna dai 450 metri ai 900, dove cresce la pianta del castagno domestico e dove nel tempo si sono stabilite le strutture abilitate alla sua produzione. In passato era un'impor...

OLIO LAGHI LOMBARDI

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L'olio extravergine di oliva Laghi Lombardi DOP è la denominazione riservata alle produzioni di olio extravergine di oliva delle zone limitrofe al lago di Como e al lago d'Iseo. La denominazione di origine è accompagnata dalle menzioni aggiuntive "Lario" e "Sebino", che designano rispettivamente le aree dei laghi di Como e d'Iseo. L'area di produzione dei laghi lombardi è situata più a nord del limite geografico di produzione dell'olivo, tuttavia l'influsso dei bacini idrici consente di coltivare gli oliveti anche in queste zone. La denominazione di origine comprende due areali ben definiti denominati Lario e Sebino. Il primo comprende 33 comuni in provincia di Como e 12 in provincia di Lecco tutti in prossimità del Lago di Como. La zona del Sebino si estende nelle aree limitrofe al Lago d'Iseo coinvolgendo 24 comuni in provincia di Brescia e 24 in provincia di Bergamo.   13 CONDIMENTI (2^ Edizione) Condimenti. In queste...

SOUS VIDE

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Oggi parliamo di cottura sottovuoto. Si tratta di una tecnica che prevede di inserire l'alimento in un sacchetto di plastica sigillato e sotto vuoto, e metterlo quindi a bagno in acqua ad una temperatura controllata, di circa 60°, per un tempo tra 1 e 48 ore. Si tratta di una temperatura assai più bassa di quella della cottura normale, e che è facile raggiungere e mantenere costante con un basso consumo energetico. Permette la cottura contemporanea di molte tipologie di alimenti in contemporanea (sarà sufficiente estrarre al tempo giusto ogni singolo sacchetto), non necessita di una sorveglianza durante l’esecuzione, permette di cucinare il cibo in modo uniforme, assicurandosi che l'interno sia cucinato correttamente senza cuocere troppo l'esterno, e di trattenere l'umidità, non genera fumi ed odori, permette di utilizzare una componente ridottissima di grassi. Al momento di servire, il sacchetto viene aperto e gestito opportunamente (ad esempio scaldato al microonde o ...