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Visualizzazione dei post da settembre 25, 2022

RICICLIAMO I GUSCI DELLE COZZE

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Vi piacciono le cozze? A me molto. Ma una volta pulite e cucinate dove buttate i gusci? Non vanno gettati nell’umido o nell’organico ma nell’indifferenziato, il che costituisce di fatto un notevole problema di smaltimento e di spreco. Che accadrebbe, quindi, se si potessero recuperare e riciclare i gusci di cozze per la produzione di oggetti di ecodesign?  Questo è il programma della fondazione sarda MEDSEA, che promuove la tutela e lo sviluppo sostenibile degli ecosistemi costieri, e Nieddittas, azienda che gestisce l’intera filiera della mitilicoltura nel Golfo di Oristano. Il progetto avviato nei laboratori del Blue Eco Lab potremmo definirlo di ecodesign e si basa sulla creazione di nuovi prodotti e al loro lancio sul mercato. Secondo l’EUMOFA (Osservatorio europeo del mercato dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura), la cozza dopo il salmone è tra i prodotti d’allevamento piu ̀ consumati nell’Unione Europea. La sua produzione copre piu ̀ del 35% della produzione acquico...

FARINA DI FARRO

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La farina di farro è il prodotto ottenuto dalla macinazione delle cariossidi di Triticum spelta (o farro maggiore), Triticum dicoccum (farro propriamente detto, o farro medio, molto simile al frumento duro) o Triticum monococcum (o piccolo farro). Il farro è un cereale “forte”, che cresce su terreni poveri, con clima rigido: in simili territori ostili, altri cereali più delicati - quali il grano duro, per esempio - non sono in grado di svilupparsi. La farina di farro viene utilizzata sin dal neolitico: il cereale rappresenta, infatti, la più antica varietà di frumento coltivata e consumata dall'uomo. La farina di farro viene tuttora utilizzata per la produzione di pane e pasta: il pane di farro presenta un sapore pressoché simile a quello bianco, ma l'aroma risulta più intenso. L'alimentazione a base di prodotti derivati dal farro è particolarmente indicata per chi non digerisce pane, pasta o altri prod...

REMOULADE

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½ lt di maionese 100 gr di capperi e cetriolini 30 gr di prezzemolo e cerfoglio mezzo cucchiaino di senape Tritare finemente i capperi, i cetriolini, il prezzemolo ed il cerfoglio. Passarli, premendo fortemente, con una mussola, onde ottenere un liquido che si incorporerà alla maionese. 11 SALSE  (2^ Edizione)   Salse. In queste 120 pagine ho raccolto oltre 100 ricette di salse, criteri di classificazione e di abbinamento pubblicate nel corso degli anni sul blog DALLA PARTE DEL GUSTO (https://dallapartedelgusto.blogspot.com/). Desidero infatti condividere con voi la mia passione per la cucina. Esiste una teoria generale della derivazione delle salse. Da sole 5 salse madri derivano tutte le altre per piccole variazioni, aggiunte o sottrazioni. Le salse completano primi, secondi, contorni, pesce, carne, verdure, pasta, tutto. Impariamo insieme a fare le salse. Senza giungere agli eccessi di una cucina troppo salsamentaria come era d’uso nell’800, le salse compl...

ACETO DI VINO

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Viene definito aceto il liquido acido che è ottenuto grazie all'azione di batteri Gram-negativi del genere Acetobacter, che, in presenza di aria e acqua, ossidano l'etanolo contenuto nel vino, nel sidro, nella birra, nell'idromele (da cui si ricava l'aceto di miele) e in altre bevande alcoliche fermentate, oppure in altre materie prime quali malti, riso e frutta (anche mosto cotto), trasformandolo in acido acetico.  L'aceto contiene tipicamente un volume di acido acetico compreso fra il tre e il cinque per cento; gli aceti naturali contengono anche piccole quantità di acido tartarico e acido citrico. I vini nelle botti sono particolarmente sensibili agli attacchi dei batteri ossidanti se non sigillati perfettamente o se raggiungono temperature troppo alte. Aceto deriva dalla parola latina acetum, che ha la stessa radice etimologica ak-, "essere pungente", del verbo acere, "inacidire", nonché di acer, "aguzzo, aspro", acus, "ago...

CONFETTURE DELLA TOSCANA

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Le confetture sono quei prodotti preparati con uno o più tipi di frutta (ad eccezione degli agrumi), ottenuti impiegando almeno il 35% di polpa di frutta; per la confetture extra il minimo di polpa di frutta è rappresentato dal 45%. Il termine "marmellate" invece si riferisce a conserve di agrumi preparate esclusivamente con purea, polpa e succo. Nell’uso comune i due termini sono equivalenti e vengono utilizzati come sinonimi. Esistono numerosi tipi di marmellate e confetture tipiche delle diverse zone della Toscana. Marmellata di fichi senese: è di colore marrone con consistenza abbastanza compatta, odore dolciastro e sapore fruttato Confettura di susine di Montepulciano: ha colore variabile dal marrone al prugna e consistenza cremosa Confetture extra di frutti del sottobosco della provincia di Siena che si suddividono in base ai frutti utilizzati: biancospino, corbezzolo, sorbe, pere selvatiche,...

CASTAGNA MONTELLA

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Castagna di Montella IGP è un prodotto ortofrutticolo italiano a Indicazione geografica protetta. Quella della castagna nella zona della città di Montella, nonché nel territorio del disciplinare, è una cultura vera a propria. Secondo molti l'importazione del castagno dall'Asia Minore, risalirebbe al VI-V secolo a.C. E quindi anche la sua coltivazione e consumazione del frutto. Già dal 571, quindi con i Longobardi, si intuì l'importanza della coltura, e così fu emanata la prima legge per la tutela del frutto, evidentemente già all'epoca ritenuta una preziosa risorsa. Da allora la storia e lo sviluppo della castagna e di Montella, hanno camminato di pari passo. Giano Anisio, ospitato nel palazzo di corte dei Cavaniglia, conti di Montella, scrive nel XVI secolo: « Montella et gelidi valete fontes / et silvae et nemore alta castanetis » . Il Giustiniani nel Settecento scrisse « ... a Montella vi si respira buon'aria e si raccolgono in abbondanza castagne, noc...