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Visualizzazione dei post da febbraio 16, 2023

TAGLIERINI LIGURI

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500 g  di farina, 3 uova, acqua. Formare con la farina una fontana sulla madia, rompervi al centro le uova e unirvi pian piano un po' d'acqua ed un pizzico di sale. Impastare sino ad ottenere un impasto liscio e morbido. Lasciare riposare. Stendere in sfoglie sottili e arrotolarle su stesse. Con un coltello dalla lama lunga ed affilata tagliare in fili sottilissimi. Farli asciugare, poi versateli pochi per volta in una capiente pentola d'acqua bollente. Dopo aver dato alcuni bollori scolarli usando la schiumarola. Condire con un sugo di arrosto, di vitello o di funghi. Taglierini liguri ( taggioen ) I Taglierini liguri sono striscioline sottilissime di sfoglia all'uovo (spesse solo  2 mm ), a sezione piatta, che conquistano tutti con la loro delicatezza. Sono ideali per ottimi primi piatti caldi: il sapore delle minestre si arricchisce con la presenza di questi sottili fili di sfoglia all'uovo. Per una ricetta più fresca si possono condire co...

SBIRA

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Cominciamo con uno spaccato di storia della gastronomia: la sbira. É il brodo ottenuto dalla bollitura della trippa aromatizzato dai classici vegetali e dall'immancabile alloro. L'etimologia della parola sbìra si può far risalire genovese sbiro che significa miserabile e quindi, a sbìra il cibo dei poveri. Ma c’è chi sostiene che il nome derivi da quello dei suoi abituali consumatori, gli sbirri, cioè le guardie, e più precisamente i soldati di ronda alla torre Grimaldina di Palazzo Ducale, o le guardie daziare. Insomma trippa per le truppe. Anche i camalli del porto erano tra i suoi estimatori. A tarda sera o al mattino presto si recavano nelle osterie per riscaldarsi con una tazza di codesto brodo, reso più spesso dall'aggiunta di qualche sparuta patata, pezzi di pane e in tempi di abbondanza, delle trippe stesse: ricordiamo che a Genova la trippa si chiama sempre con il plurale, le trippe. Oggi si sta riscoprendo come street food nelle bettole e nelle osterie in una...