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AGLIO POLESANO

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L'Aglio bianco polesano è la denominazione di un ortaggio a bulbo della specie Allium sativum L., ottenuto a partire da ecotipi locali nonché dalla varietà Avorio e prodotto tradizionalmente nella zona del Polesine, nel Veneto. Dal novembre 2009, a livello europeo, la denominazione «Aglio Bianco Polesano» è stata riconosciuta denominazione di origine protetta (DOP). Si tratta di un aglio con bulbo di forma rotondeggiante regolare con un leggero appiattimento della parte basale, di colore bianco brillante. Il bulbo è costituito da un numero di bulbilli che sono perfettamente adiacenti l’uno con l’altro a formare una struttura compatta. Le sue tuniche hanno colorazione rosata nella parte concava e bianca in quella convessa. Venduto allo stato secco, può essere commercializzato nei formati : trecce, treccioni, grappoli, grappoloni, confezioni e sacchi. La zona geografica di produzione dell'aglio bianco polesano comprende il territorio di 29 comuni della provincia di Ro...

CONFETTURA D'ALBICOCCA

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Albicocche 2 kg Zucchero 500 g Succo di limone 1 Per preparare la confettura di albicocche, partite dalla scelta delle albicocche: scegliete frutti maturi e senza macchie: in questo modo eviterete che si formi la schiuma durante la cottura della confettura che di volta in volta è necessario eliminare. Lavate per bene le albicocche e asciugatele su di un canovaccio. Poi tagliatele a metà. Togliete il nocciolo e poi tagliatele a spicchi. Mettete le albicocche tagliate in una ciotola capiente aggiungete lo zucchero semolato. Spremete il succo del limone e filtratelo attraversono un colino a maglie strette, aggiungete il succo di limone filtrato alle albicocche e mescolate con cura con un mestolo. Coprite la ciotola con la pellicola trasparente e lasciate macerare il tutto al fresco per una notte intera (o per almeno 12 ore). Trascorso il tempo di riposo, versate il tutto in una pentola e portate ad ebollizione mescolando di tanto in tanto. Mentre la confettura cuoce, potete ded...

MELA ANNURCA CAMPANA

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La mela Annurca, o melannurca, è un prodotto ortofrutticolo italiano a Indicazione Geografica Protetta tipico della Campania che si presenta, al momento del consumo, di colore uniformemente rosso. È definita la “regina delle mele” ed è l’unica mela originaria dell'Italia meridionale. La mela Annurca necessita dopo la raccolta di un periodo di "arrossamento" durante il quale viene posta in "melai" (graticci di paglia) nei quali i frutti sono disposti su file esponendo alla luce la parte meno arrossata. Il nome Annurca è comunemente considerato derivare da Mala Orcula in quanto prodotta intorno all'Orco ovvero al Lago d'Averno, nell'area di Pozzuoli. Nel tempo la mela sarebbe stata detta prima “anorcola” e poi “annorcola”. La prima testimonianza scritta del nome "Annurca" risale solo al 1876 nel "Manuale di Arboricoltura" di Giuseppe Antonio Pasquale. Tuttavia pare mol...

Origami Organics: ovvero come ricavare vestiti per bambini dal latte

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Dopo i vestiti fatti con le bucce d’arancia del mese scorso oggi è la volta di quelli fatti di latte. La “milk fiber”, è una materia prima seconda virtuosa per l’ambiente e per l’economia del riuso, lavorabile e trasformabile. Origami Organics, start up femminile e green, nasce sei anni fa da giovani laureate in Economia e perfezionate in Marketing e Fashion Design. Cercando tessuti alternativi ed ecosostenibili, si imbattono nella fibra di latte, un filato ricavato dalla caseina, proteina del latte, che ha virtù anallergiche atte ad evitare l’arrossamento cutaneo dei neonati. Ma togliere il latte al neonato per dargli la camiciola ha senso? Nessuna paura. Per ottenere la caseina viene usato proprio il latte che non può più essere utilizzato a livello alimentare perché avariato, o perché non rispetta i requisiti qualitativi necessari per essere venduto. Come dire: col latte buono nutro il pupo e con quello cattivo lo vesto. Se si pensa poi che il latte ed i latticini “edibili”, scadono...

CONFETTURA DI MIRTILLI DEL TRENTINO

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La confettura di mirtilli del Trentino PAT è confezionata ad alta percentuale di frutta (circa 70%) e a basso tenore di zuccheri aggiunti (circa 35%) subendo una cottura rapida che non altera nè colore nè sapore originario, con la sola aggiunta in minima dose, di pectina vegetale ottenuta da mele e agrumi, senza coloranti, aromi, e conservanti artificiali. Le produzioni avvengono per piccole partite di materie prime fresche raccolte nel momento ottimale delle loro proprietà organolettiche e nutrizionali. Il procedimento tende a ridurre al minimo i naturali processi di ossidazione, così da offrire prodotti finali ancora capaci di far gustare sapori, profumi e colori degli antichi orti dei conventi. 12 CONSERVE (2^ Edizione) Conserve. In queste 230 pagine ho raccolto circa 300 schede di ricette, prodotti e consigli di degustazione pubblicate nel corso degli anni sul blog DALLA PARTE DEL GUSTO (https://dallapartedelgusto.blogspo...

OLIO APRUTINO PESCARESE

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L'Olio Extra Vergine d'Oliva D.O.P. Aprutino Pescarese ha origine dalle varietà Dritta, Toccolana e Leccino. Per l'intero ciclo produttivo i soci devono attenersi a parametri rigorosi: - La raccolta deve avvenire tra il 20 ottobre e il 10 dicembre, per evitare l'impiego di olive che abbiano superato il limite di maturazione. - I tempi di lavorazione delle olive raccolte non possono superare le 72 ore. - La frangitura (o frantumazione) delle olive e l'estrazione dell'olio devono essere eseguite nel pieno rispetto di tecniche tradizionali di lavorazione. - Deve essere garantito un controllo rigoroso, dalle pratiche colturali degli oliveti sino all'imbottigliamento. - Bisogna eseguire un'analisi chimico-fisica e un panel test del prodotto prima del confezionamento. Due sono le varietà d'olivo tipiche della Provincia di Pescara: la Dritta, dell'area Vestina, nota anche come Loretana o Lordana o Moscufese (a indicare i comuni di proba...

MOUSSELINE

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70 ml di panna leggermente montata 2 tuorli d'uovo (devono essere a temperatura ambiente) 1 cucchiaio di acqua 125 g  di burro 1 scalogno finemente tritato 1 cucchiaio di cerfoglio tritato 1 rametto di timo 1/2 foglia di alloro 50 ml di aceto di vino 50 ml di vino bianco secco un pizzico di sale pepe q.b In un pentolino mettete lo scalogno, tutte le erbe aromatiche, bagnate con l'aceto ed il vino, condite con un pizzico di sale, aggiungete qualche grano di pepe e portate ad ebollizione fino a quando il liquido si è ridotto di 2/3. Fatelo raffreddare, filtratelo e rimettetelo nella casseruola, immersa in un altra riempita a metà con dell'acqua calda (fate attenzione che non arrivi mai ad ebollizione) per continuare la cottura a bagnomaria. Aggiungete ora i tuorli stemperati con 1 cucchiaio di acqua e sbattete aiutandovi con la frusta finché i tuorli incominciano ad ispessirsi. A questo punto aggiungete il burro a piccoli pezzetti sbattendo sempre finché la salsa sarà montata...

FARINA DI MIGLIO

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Miglio è il nome di un cereale ipoteticamente originario dell'Asia. Nel linguaggio comune, abbraccia varie Specie appartenenti alla famiglia delle Poaceae (Graminacee); quelle impiegate per l'alimentazione aviaria sono prevalentemente il Panicum miliaceum e la Setaria italica; esistono poi il miglio indiano o Eleusine coracana e il miglio melega africano o Holcus sorghum. Farina di Miglio Il miglio viene utilizzato prevalentemente nell'alimentazione del bestiame e, solo in minor parte (soprattutto nell'alimentazione naturista e macrobiotica), per quella umana; di recente, è stato inserito tra i cereali idonei all'alimentazione del celiaco (gluten-free). La sua coltivazione non ha particolari esigenze di terreno o di irrigazione ma richiede sempre un clima temperato caldo. In Italia, il miglio fa parte dei così detti cereali minori e le sue coltivazioni si limitano a certe aree del Sud It...

Cucina Ligure

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  Sčiattamàiu, Scarbassa e Pin de verdûa Colla Primavera che batte alle finestre e ci chiede di aprirle, qui in Liguria amiamo tanto cucinare ricette rustiche e genuine che sanno di campo e di orto. Per esempio il polpettone, una pietanza semplice ma sostanziosa da servire come piatto unico, caldo o tiepido. Si tratta di uno sformato di patate arricchito con fagiolini, formaggio Parmigiano Reggiano, uova, pangrattato, con una crosta dorata e un interno morbido. Semplicità, per fare gusto, vuol dire abilità in cucina nel dosare gli ingredienti e nell’aromatizzare, nel nostro caso con abbondante maggiorana, che è una delle erbe principi della cucina ligure, che recita “dovunque ci siano uova, deve esserci maggiorana”. Dati questi punti fermi si riscontrano numerose varianti della ricetta: aggiungere altri tipi di ortaggi ad esempio le zucchine; insaporire il ripieno saltandolo in padella prima di infornare; utilizzare la  prescinsêua , un tipico formaggio genovese dalla consis...

FARRO DELLA GARFAGNANA

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Questo Farro viene coltivato in Garfagnana, nel nord-ovest della Toscana (prov. di Lucca). Viene prodotto dalla popolazione locale della specie  Triticum dicoccum Schrank  (grano vestito). E' il cereale più antico fra tutti quelli pervenuti fino ai nostri giorni, coltivato già nel settimo millennio a.C. in Mesopotamia, Siria, Egitto e Palestina. In Garfagnana la coltivazione del farro non ha mai subito interruzioni. Il Farro costituiva la base della dieta delle popolazioni latine, che utilizzavano la farina per farne polenta o focacce. Con l’avvento delle nuove varietà di frumento il farro quasi sparì dalle coltivazioni italiane. Attualmente in Garfagnana ci sono quasi 100 aziende agricole che producono farro, su di una superficie di circa 100-110 ettari e con una produzione complessiva media di 200 tonnellate annue di farro "vestito". Il farro della Garfagnana deve essere coltivato su terreni idonei, poveri di elementi nutritivi, in una fascia altimetrica fra i ...