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ACETO DI MELE

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L'aceto di mele, come il sidro, rappresentava una fonte di autoconsumo di particolare importanza per la vita delle famiglie della Carnia, nell'impossibilità di produrre, ma soprattutto di acquistare il tradizionale aceto di vino. Prodotto ottenuto con mele raccolte manualmente preferibilmente da piante sparse, non presenti in modo intensivo, di antica varietà (con caratteri autoctoni), maggiormente gustose e saporite. In carnico viene chiamato Aseit di mei . Le mele appena raccolte oppure dopo un breve periodo di latenza in ambiente fresco, vengono macinate. La polpa ottenuta dalla macinatura viene spremuta tramite torchiatura. Per ottenere un succo più chiaro, senza residui, al fine di renderlo più facilmente conservabile, il succo così ottenuto viene sottoposto: a decantazione; a filtrazione; a pastorizzazione. Il succo viene travasato in robusti fusti e poi trasferito in botti di...

ACETO DI VINO

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Viene definito aceto il liquido acido che è ottenuto grazie all'azione di batteri Gram-negativi del genere Acetobacter, che, in presenza di aria e acqua, ossidano l'etanolo contenuto nel vino, nel sidro, nella birra, nell'idromele (da cui si ricava l'aceto di miele) e in altre bevande alcoliche fermentate, oppure in altre materie prime quali malti, riso e frutta (anche mosto cotto), trasformandolo in acido acetico.  L'aceto contiene tipicamente un volume di acido acetico compreso fra il tre e il cinque per cento; gli aceti naturali contengono anche piccole quantità di acido tartarico e acido citrico. I vini nelle botti sono particolarmente sensibili agli attacchi dei batteri ossidanti se non sigillati perfettamente o se raggiungono temperature troppo alte. Aceto deriva dalla parola latina acetum, che ha la stessa radice etimologica ak-, "essere pungente", del verbo acere, "inacidire", nonché di acer, "aguzzo, aspro", acus, "ago...

De gustibus: Gazpacho bianco con mandorle uva e sedano

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🫘 Gazpacho bianco con mandorle, uva e sedano – Freschezza spagnola reinventata Dimentica il classico gazpacho rosso ! Questa elegante versione “bianca” della tradizione spagnola unisce la dolcezza delle mandorle , la freschezza dell’uva verde e il profumo croccante del sedano . La mollica di pane raffermo regala cremosità, mentre l’ aceto di mele dona una nota vivace. Servito ghiacciato, con cubetti d’uva e foglie di menta, è un inno all’estate raffinata. 🍽️ Ingredienti (per 4 persone) 150 g di mandorle pelate 150 g di mollica di pane raffermo 200 g di uva verde senza semi (più extra per decorare) 2 coste di sedano 2-3 cucchiai di aceto di mele 4-5 cucchiai di olio extravergine d’oliva Acqua fredda q.b. Sale marino a piacere Foglie di menta fresca per guarnire 👩‍🍳 Preparazione Metti in ammollo la mollica di pane in acqua fredda per 5 minuti, poi strizzala bene. In un frullatore, unisci le mandorle, ...

Aceto di mele

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Aceto di mele Axou de meie Dalle mele si ricava l'aceto di mele, il cui nome è la traduzione del latino acetum, nasce dalla fermentazione spontanea del vino o di altre bevande 139 contenenti alcool. L'agente che determina la fermentazione è un piccolo fungo, il Mycoderma aceti. La zona di produzione è l’entroterra ligure. L'aceto di mele è prodotto dall'affinamento del sidro o del mosto di mela attraverso il processo di acidificazione e spesso è venduto non filtrato. Viene utilizzato per insaporire i cibi e aumentarne la digeribilità ed è diventato piuttosto popolare a causa delle sue presunte proprietà benefiche, delle doti disinfettanti e rinfrescanti e delle capacità anti infiammatorie del cavo oro-faringeo. L'affinamento del vin de meie avviene in piccoli barili di legno (caratelli) per il completamento del processo di acidificazione. 18 PAT LIGURI  (2^ Edizione)   In queste 448 pagine sono raccolte oltre 500 schede di prodotti e ricette. PAT, prodotti agr...

CENA DI QUASI ESTATE

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DALLA MERENDA SINOIRA ALL’APERICENA LA “MARENDA” SINOIRA La marenda sinoira è un piccolo pasto (freddo) frugale fatto alcune ore prima di cena e che funge “quasi” da cena. Sinoira infatti deriva da sin-a che in dialetto piemontese significa cena. Diffusa, un tempo, soprattutto fra le famiglie contadine, si svolgeva intorno alle ore 17 per ridare energia dopo i faticosi lavori del primo pomeriggio e prima di affrontare quelli che si protraevano sino al calar del buio. La cena, verso le 21, era piuttosto leggera: pane e latte o minestra di verdura o panata e formaggio. Il Sant'Albino, vocabolario-dizionario piemontese-italiano del 1859, così la definisce: "Il mangiare fra il desinare e la cena - San Giusep a porta la marenda ant el fassolet, San Michel a porta la marenda an ciel - L'usanza fra i contadini, concede la merenda soltanto da San Giuseppe a fine Settembre (San Michele)”. La "marenda ant el fassolet" significa che veniva portata nel campo in un fazzoletto...

Corso di cucina: 10 CONSERVARE

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Congelare e surgelare: sono sinonimi? In realtà no, niente affatto. Anche se spesso capita di confondere i due termini, si tratta di processi di conservazione del cibo che hanno differenze sostanziali. La  surgelazione  è un procedimento che avviene a livello industriale, perché comporta un raggiungimento di temperature tali per cui sono necessari macchinari appositi. La congelazione  invece è un procedimento "casalingo"   , che può essere effettuato nel freezer di qualsiasi cucina. La surgelazione avviene in tempi rapidissimi, può raggiungere in fase iniziale anche temperature inferiori ai -80°, non supera mai la temperatura di -18°, ed è regolata da una legge (Decreto Legislativo n.110 del 27 gennaio 1992), poiché riguarda prodotti industriali. Quando invece si impacchetta del cibo e lo si conserva nel freezer, allora lo si congela. In questo caso non ci sono normative, ma è necessario attenersi a qualche fondamentale norma igienica, sia per salvaguardare la salute...