
Nel 1960, la quantità è salita a circa 150.000 hl . Nel 2000 la fabbrica di birra è stata acquisita da Selbiger. A questo punto, il volume di produzione è pari a 270.000 ettolitri.
Anniversario Fohrenburger
Fohrenburger Stiftle
Fohrenburger Marzer
Fohrenburger Keller natuer nuvoloso
Fohrenburger grano
Fohrenburger alcol di grano gratis
Fohrenburger analcolico
Fohrenburger Scuro
Fohrenburger Bock
Fohrenburger Pils
Fohrenburger No 1
Fohrenburger Bierle per Feschtle
Fohrenburger Tradition 1881
Fohrenburg GmbH & Co KG Brauerei
Nel panorama brassicolo austriaco, il birrificio Fohrenburg di Bludenz rappresenta una delle realtà storiche più significative dell’area alpina occidentale. Fondato nel 1881 da Ferdinand Gassner, il birrificio deve il proprio nome a un ristorante cittadino, segno di un’origine profondamente legata alla dimensione conviviale e territoriale della birra. Già nel primo anno di attività la produzione raggiunse gli 8.000 ettolitri, un risultato rilevante per l’epoca, destinato a crescere rapidamente fino ai 50.000 ettolitri nel 1890.
La storia dell’azienda è scandita da tappe tecnologiche che interessano direttamente il degustatore attento alla qualità produttiva. L’installazione, nel 1912, di un moderno sistema di refrigerazione segna un passaggio cruciale verso una maggiore stabilità fermentativa, mentre l’introduzione nel 1913 del primo camion per il trasporto di birra e ghiaccio testimonia una precoce consapevolezza logistica e distributiva. Nel secondo dopoguerra la produzione continua ad aumentare, toccando i 150.000 ettolitri nel 1960, fino ad arrivare, nel 2000, a 270.000 ettolitri, anno in cui il birrificio entra a far parte di Brau Union Österreich, realtà appartenente al gruppo Heineken. Questo passaggio consolida la dimensione industriale dell’azienda, pur mantenendo una forte identità regionale radicata nel Vorarlberg.
Dal punto di vista stilistico, Fohrenburg si colloca con coerenza nella tradizione mitteleuropea delle lager a bassa fermentazione. Il degustatore professionale vi ritroverà un’interpretazione classica dei modelli Helles e Märzen, caratterizzata da precisione tecnica, pulizia aromatica e controllo fermentativo. La birra si presenta generalmente con un colore dorato brillante, limpido, sormontato da una schiuma bianca fine e compatta, indice di corretta carbonazione e buona gestione proteica.
All’olfatto emergono note di cereale fresco, crosta di pane e un accenno delicato di miele chiaro; il luppolo si esprime con discrezione attraverso sfumature erbacee e talvolta floreali, senza mai sovrastare la componente maltata. L’intensità aromatica è misurata, coerente con uno stile che privilegia l’equilibrio alla complessità.
In bocca l’attacco risulta morbido, con una dolcezza maltata contenuta che viene progressivamente bilanciata da un amaro elegante e moderato. Il corpo è medio-leggero, sostenuto da una carbonazione fine e ben integrata che contribuisce alla scorrevolezza complessiva. Il finale, generalmente secco e pulito, rappresenta uno degli elementi distintivi: qui il degustatore deve verificare l’assenza di residui zuccherini e la precisione dell’attenuazione, oltre alla mancanza di difetti fermentativi quali diacetile o ossidazioni precoci.
L’identità sensoriale di Fohrenburg si fonda dunque su bevibilità, equilibrio e coerenza stilistica. Non è una birra che cerca l’effetto sorprendente, ma piuttosto la solidità tecnica e la continuità qualitativa. In un contesto comparativo con altre lager austriache o bavaresi, l’analisi professionale dovrà concentrarsi sulla finezza della carbonazione, sulla stabilità della schiuma, sulla pulizia del profilo fermentativo e sulla precisione del finale amaro.
Nel servizio e nell’abbinamento gastronomico, queste birre si esprimono al meglio accanto alla cucina alpina, a carni bianche arrosto o a formaggi di media stagionatura, dove la loro freschezza e il finale asciutto contribuiscono a detergere il palato senza interferire con le componenti aromatiche del piatto.
Per il degustatore professionale, Fohrenburg rappresenta quindi un caso esemplare di tradizione brassicola regionale evoluta in chiave industriale senza perdere coerenza stilistica. La valutazione non deve cercare l’eccezionalità aromatica, ma piuttosto la precisione tecnica, la stabilità e l’armonia complessiva: parametri che, nel mondo delle lager classiche, costituiscono il vero banco di prova della qualità.

