
giovedì 22 gennaio 2026
BIRRE: PORETTI

mercoledì 21 gennaio 2026
BIRRE: BERLINER PILSNER

Le birre distribuite da Radeberger Gruppe Italia
- rappresentano la cultura tedesca della birra
- rinnovano e valorizzano i diversi stili e le diverse tradizioni regionali della produzione birraria tedesca
- rispettano l'editto della Purezza del 1516: sono fatte solo di acqua, malto e luppolo
- soddisfano ed emozionano i consumatori più curiosi ed esigenti per varietà e qualità
Radeberger Gruppe Italia svolge funzioni commerciali e di marketing avanzato nel territorio. In particolare, l'azienda è impegnata a rilevare, comprendere e assecondare le continue evoluzioni del mercato.
Con la crescita e la trasformazione del mercato globale, Radeberger Gruppe Italia è sempre di più il punto di contatto tra trade e produzione, in modo da semplificare l'operatività, soddisfare i bisogni del mercato italiano, nel rispetto della qualità e delle esigenze del consumatore finale.
martedì 20 gennaio 2026
BIRRE: KASTEEL
Bruin (11% vol)
Triple (11% vol)
Rouge (8% vol)
Cuvée du chateau (11% vol)
La Kasteel Bier deve il suo nome al castello di Ingelmunster, l'edificio storico in cui viene tuttora prodotta.
domenica 18 gennaio 2026
BIRRE: ROSIAN

La Birra Rosian è la birra prodotta dalla Fabbrica di Birra Rosian, fondata nel 1852 da Luigi Rosian, nel comune di Faido, nel Canton Ticino. Fu la prima fabbrica della bevanda tra Airolo e il Nord Italia. Divenne molto conosciuta per la qualità della birra prodotta, la quale vinse molti premi. La birreria si occupava pure della produzione del ghiaccio e dello spirito di birra. A causa della forte concorrenza l'azienda venne venduta alla Birra Bellinzona nel 1972.
sabato 17 gennaio 2026
BIRRE: THERESIANER

venerdì 16 gennaio 2026
BIRRE: FAXE
FAXE

Faxe Premium, lager, 5% vol.
Faxe 10%, 10% vol.
Faxe Strong, 8% vol.
Faxe Royal Strong, 8,4% vol.
Faxe Amber, 5% vol., lager scura.Faxe Royal Export, 5,6% vol.
Faxe Red, 5% vol., birra rossa aromatizzata.
Faxe Festbook, 7,7% vol.
Faxe Free, analcolica.
giovedì 15 gennaio 2026
BIRRE: LÖWENBRÄU

La Löwenbräu ha una lunga storia che risale al 1383 dove si è trattata la prima birra alla locanda Zum Löwen ("Al leone"). La birra Löwenbräu è stata servita ad ogni Oktoberfest di Monaco dal 1810 ed è una delle sei industrie della birra autorizzate a servire la birra al festival. Durante l'Oktoberfest, Löwenbräu tratta una birra speciale chiamata Oktoberfestbier o Wiesenbier ("birra della Wies'n", il parco in cui si tiene la festa a Monaco), una birra chiara ambrata e fresca.
Löwenbräu Urtyp, con il 5,4% di alcool (vol), colore oro-giallo.
Löwenbräu Dunkel, con il 5,5% di alcool, colore ambrato-scuro.
Löwenbräu Original, con il 5,2% di alcool, colore oro-giallo, fortemente brillante.
Löwen Weisse, con il 5,2% di alcool, weizen dal colore oro-giallo con la torbidezza naturale del frumento.
Löwenbräu Schwarze Weisse, con il 5,2% di alcool, colore scuro.
Löwenbräu Premium Pils, con il 5,2% di alcool, colore giallo paglia brillante.
Löwenbräu Alkoholfrei, analcolica (<0,5% di alcool), colore chiaro brillante.
Löwenbräu Radler, con il 2,5% di alcool, colore giallo-chiaro, lucido brillante.
Löwenbräu Triumphator, con il 7,6% di alcool, colore nero scuro lucido.
Löwenbräu Oktoberfestbier, con il 6,1% di alcool, colore chiaro brillante.
mercoledì 14 gennaio 2026
BIRRE: OETTINGER

martedì 13 gennaio 2026
VINI: CONTEA DI SCLAFANI

Contea di Sclafani rosso
Contea di Sclafani rosso novello
Contea di Sclafani rosso riserva
Contea di Sclafani rosato
Contea di Sclafani bianco
Contea di Sclafani Ansonica o Insolia
Contea di Sclafani Catarratti
Contea di Sclafani Grecanico
Contea di Sclafani Grillo
Contea di Sclafani Chardonnay
Contea di Sclafani Pinot Bianco
Contea di Sclafani Sauvignon
Contea di Sclafani dolce
Contea di Sclafani dolce vendemmia tardiva
Contea di Sclafani Nero d'Avola o Calabrese
Contea di Sclafani Nero d'Avola o Calabrese riserva
Contea di Sclafani Nerello Mascalese
Contea di Sclafani Perricone
Contea di Sclafani Perricone riserva
Contea di Sclafani Cabernet Sauvignon
Contea di Sclafani Cabernet Sauvignon riserva
Contea di Sclafani Pinot Nero
Contea di Sclafani Pinot Nero riserva
Contea di Sclafani Syrah
Contea di Sclafani Syrah riserva
Contea di Sclafani Merlot
Contea di Sclafani Merlot riserva
Contea di Sclafani Sangiovese
Contea di Sclafani Sangiovese riserva
Contea di Sclafani Spumante
lunedì 12 gennaio 2026
VINI: SUVERETO
La storia della viticoltura a Suvereto si può assimilare a quella della Val di Cornia, e come questa parte da molto lontano, e si intreccia con la storia degli Etruschi, dei Romani, per poi passare dal basso ed alto medio evo ed arrivare ai giorni nostri. L’impero Romano sviluppò la coltivazione della vite e l’uso del vino in modo razionale ed esteso. Nel XIV secolo la famiglia Della Gherardesca, proprietari feudali da Cecina fino a Follonica, dette un ulteriore impulso alla diffusione dell’attività vitivinicola a Suvereto. Un incremento più consistente ed esteso delle attività viticole ed enologiche si ebbe a partire dal XVII secolo, con la nascita dell’Accademia dei Georgofili e con lo spezzettamento del latifondo a causa della eredità e dei fallimenti economici dei proprietari, che dettero impulso ad una impostazione agricola diversa dal passato. Intorno al 1830 si ebbero le prime bonifiche , ed esse portarono nuovi spazi agricoli ed anche nuovi vigneti e nuove cantine. Emanuele Repetti nel suo dizionario del 1843 scrive a proposito dei terreni bonificati “ …pianure e campi tramezzati di vignetie oliveti. Ora colui che attraversasse il piano di Campiglia e le pendici del suo poggio stupirebbe in vedere l’uno e l’altre coperte di vigne, di oliveti…vedrebbe vaste campagne adorne di vigneti disposti a filari, poggianti alle canne (anche se) alcune moderne piantagioni sono all’uso fiorentino…” Agli inizi si pigiava l’uva nel vigneto per poi portare il mosto in fattoria o nella proprietà, nelle quali c’era la grande cantina. In seguito si fecero piccole cantine poderali. Il consumo del vino continuò ad avere i suoi canali : la maggior parte venduto in botti, ed il resto per autoconsumo dei proprietari. Le prime testimonianze di un certo valore culturale – enoico l’abbiamo nel 1886 con la partecipazione di cinque produttori di Suvereto all’Esposizione Mondiale di Roma; nel 1907 alcuni produttori sono ad un concorso enologico sui vini di Toscana. Con il dopoguerra i produttori di Suvereto avviano un graduale percorso di valorizzazione e promozione delle produzioni vitivinicole, e con un progressivo lavoro di qualificazione dei vini, nel 1989 viene riconosciuta la DOC “Val di Cornia” e nel 2000 la sottozona “Suvereto”.
La DOCG Suvereto nasce dalla preesistente sottozona della DOC Val di Cornia. Essa interessa i vigneti che si trovano all’interno del territorio amministrativo dell’omonimo comune.
Tre tipologie di vini: un blend di Cabernet Sauvignon e Merlot e tre monovitigni (Cabernet Sauvignon, Merlot e Sangiovese).
A partire dalla vendemmia 2011 è possibile destinare le uve raccolte alla produzione dei vini che si possono avvalere della DOCG Suvereto in etichetta. (Disciplinare di produzione).
Cabernet Sauvignon, Merlot e Sangiovese
Cantina Petra a Suvereto Cantina Petra a Suvereto
Vitigni - Grado alcolometrico minimo - Invecchiamento e qualifiche
Base ampelografica:
Possono concorrere alla produzione di detti vini, da sole o congiuntamente, fino a un massimo del 15%, le uve a bacca rossa, non aromatiche, provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione per la regione Toscana.
Possono concorrere alla produzione di detti vini da sole o congiuntamente, fino a un massimo del 15%, le uve a bacca rossa, non aromatiche, provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione per la regione Toscana.
Possono concorrere alla produzione di detti vini da sole o congiuntamente, fino ad un massimo del 15% le uve a bacca rossa, non aromatiche, provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione per la regione Toscana.
Possono concorrere alla produzione di detti vini da sole o congiuntamente, fino ad un massimo del 15% le uve a bacca rossa, non aromatiche, provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione per la regione Toscana.All'atto dell’immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
I vini a denominazione di origine controllata e garantita Suvereto , Suvereto Sangiovese, Suvereto Merlot, e Suvereto Cabernet Sauvignon, che provengano da uve la cui resa ad ettaro è pari ad 8 tonnellate e con un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 13,00%, sottoposti ad un periodo di invecchiamento non inferiore a 24 mesi di cui almeno 18 in contenitori di rovere, possono ottenere la qualifica «riserva». Il periodo di invecchiamento decorre dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve.
domenica 11 gennaio 2026
VINI: SANNIO FALANGHINA
Il Sannio Falanghina è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Benevento. Si presenta anche con le denominazioni: Sannio Falanghina passito, Sannio Falanghina spumante. La Falanghina costituisce anche la doc Taburno, una doc istituita per proteggere il vitigno che cresce alle sue pendici.
sabato 10 gennaio 2026
VINI: MUFFATO DELLA SALA

venerdì 9 gennaio 2026
VINI: MALVASIA DI BOSA

Il Malvasia di Bosa dolce naturale è un vino DOC la cui produzione è consentita nelle province di Nuoro e Oristano.
giovedì 8 gennaio 2026
VINI: COLLI DEL TRASIMENO

Il Colli del Trasimeno rosso è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Perugia.
VINI: CHAMPAGNE
chardonnay (uva a bacca bianca, 26% della superficie piantata),
pinot noir (uva a bacca nera, 37% della superficie piantata),
pinot meunier (uva a bacca nera, caratterizzata da una maturazione leggermente più tardiva rispetto al pinot noir, 37% della superficie piantata),
e sei vitigni tradizionali, recentemente riscoperti e riutilizzati (superficie piantata molto limitata):
pinot blanc,
arbanne,
petit meslier,
fromenteau,
pinot gris
enfumé.
Resa: la legislazione prevede che per ogni
Dopo il dégorgement si effettua il dosage, cioè si rabbocca la bottiglia con vino della stessa partita (è il caso degli champagne "millesimati" - con indicazione cioè dell'annata della vendemmia - piuttosto che con una miscela (chiamata liqueur d'expédition) di vini di annate precedenti e zucchero; un tempo era usanza aggiungere anche distillati tipo cognac o armagnac: oggi è una pratica pressoché abbandonata; ogni produttore custodisce gelosamente la composizione di questa miscela, che determina sia le caratteristiche organolettiche finali dello champagne sia, per la quantità di zucchero presente, la sua tipologia o dosage (secondo il regolamento europeo[7]): pas dosé, extra brut, brut, extra dry, sec, demi sec, doux.
Lo champagne può essere "bianco" o rosé. Lo champagne rosè può essere ottenuto mescolando vini bianchi e vini rossi o da una breve macerazione a contatto con le bucce delle uve a bacca rossa.
Lo champagne ottenuto da sole uve a bacca bianca si chiama blanc de blancs; lo champagne ottenuto da sole uve a bacca nera si chiama blanc de noirs.
la huitième: 9,4 cL (rara)
la mignonette: 18,75 o 20 cL: un quarto
la "mezza": 37,5 cL
la "media": 60 cL (rara)
la bottiglia: 75 cl
la magnum: 1,5 L: 2 bottiglie
la jéroboam: 3 L: 4 bottiglie
la réhoboam: 4,5 L: 6 bottiglie
la mathusalem: 6 L: 8 bottiglie
la salmanazar: 9 L: 12 bottiglie
la balthazar: 12 L: 16 bottiglie
la nabuchodonosor: 15 L: 20 bottiglie
la salomon 18 L: 24 bottiglie
la souverain 26,25 L: 35 bottiglie
la primat 27 Ll: 36 bottiglie
la melchizédec 30 L: 40 bottiglie
G.H.Mumm
Thienot
Canard Douchen
Henri Abelé
Ayala
Besserat de Bellefon
Billecart-Salmon
Henri Blin
Hervè Dubois
Bollinger
Le Brun Servenay
Canard-Duchêne
Cattier
De Telmont
Deutz
Duval-Leroy
Drappier
Nicolas Feuillatte
Gosset
Charles Heidsieck (EPI)
Heidsieck Monopole
Henriot
Jacquart
Joseph Perrier
Simart Moreau
Jacquesson
Krug (gruppo LVMH)
Lanson
Laurent-Perrier
Mercier (gruppo LVMH)
Moët et Chandon (gruppo LVMH) (Dom Pérignon)
Bruno Paillard
Pierre Paillard
Perrier Jouet
Philipponnat
Pommery
Piper-Heidsieck (EPI)
Louis Roederer (Cristal)
Pol Roger
Ruinart (gruppo LVMH)
Salon
Taittinger
De Venoge
Veuve Clicquot Ponsardin (gruppo LVMH)
Vranken (gruppo Vranken-Pommery Monopole)
Sabrer: Sabrer le champagne ? C'est faire sauter le bouchon avec un sabre comme savait le faire la soldatesque. Sauvages! La sabre è la sciabola; con il termine sabrer s'intende quindi una sciabolata, con la quale si fa saltare il collo delle bottiglie di champagne. È una antica usanza, nota come sabrage, oggi molto più scenografica che altro, che non si usa quasi più se non per dimostrazioni.



