
mercoledì 14 gennaio 2026
BIRRE: OETTINGER

martedì 13 gennaio 2026
VINI: CONTEA DI SCLAFANI

Contea di Sclafani rosso
Contea di Sclafani rosso novello
Contea di Sclafani rosso riserva
Contea di Sclafani rosato
Contea di Sclafani bianco
Contea di Sclafani Ansonica o Insolia
Contea di Sclafani Catarratti
Contea di Sclafani Grecanico
Contea di Sclafani Grillo
Contea di Sclafani Chardonnay
Contea di Sclafani Pinot Bianco
Contea di Sclafani Sauvignon
Contea di Sclafani dolce
Contea di Sclafani dolce vendemmia tardiva
Contea di Sclafani Nero d'Avola o Calabrese
Contea di Sclafani Nero d'Avola o Calabrese riserva
Contea di Sclafani Nerello Mascalese
Contea di Sclafani Perricone
Contea di Sclafani Perricone riserva
Contea di Sclafani Cabernet Sauvignon
Contea di Sclafani Cabernet Sauvignon riserva
Contea di Sclafani Pinot Nero
Contea di Sclafani Pinot Nero riserva
Contea di Sclafani Syrah
Contea di Sclafani Syrah riserva
Contea di Sclafani Merlot
Contea di Sclafani Merlot riserva
Contea di Sclafani Sangiovese
Contea di Sclafani Sangiovese riserva
Contea di Sclafani Spumante
lunedì 12 gennaio 2026
VINI: SUVERETO
La storia della viticoltura a Suvereto si può assimilare a quella della Val di Cornia, e come questa parte da molto lontano, e si intreccia con la storia degli Etruschi, dei Romani, per poi passare dal basso ed alto medio evo ed arrivare ai giorni nostri. L’impero Romano sviluppò la coltivazione della vite e l’uso del vino in modo razionale ed esteso. Nel XIV secolo la famiglia Della Gherardesca, proprietari feudali da Cecina fino a Follonica, dette un ulteriore impulso alla diffusione dell’attività vitivinicola a Suvereto. Un incremento più consistente ed esteso delle attività viticole ed enologiche si ebbe a partire dal XVII secolo, con la nascita dell’Accademia dei Georgofili e con lo spezzettamento del latifondo a causa della eredità e dei fallimenti economici dei proprietari, che dettero impulso ad una impostazione agricola diversa dal passato. Intorno al 1830 si ebbero le prime bonifiche , ed esse portarono nuovi spazi agricoli ed anche nuovi vigneti e nuove cantine. Emanuele Repetti nel suo dizionario del 1843 scrive a proposito dei terreni bonificati “ …pianure e campi tramezzati di vignetie oliveti. Ora colui che attraversasse il piano di Campiglia e le pendici del suo poggio stupirebbe in vedere l’uno e l’altre coperte di vigne, di oliveti…vedrebbe vaste campagne adorne di vigneti disposti a filari, poggianti alle canne (anche se) alcune moderne piantagioni sono all’uso fiorentino…” Agli inizi si pigiava l’uva nel vigneto per poi portare il mosto in fattoria o nella proprietà, nelle quali c’era la grande cantina. In seguito si fecero piccole cantine poderali. Il consumo del vino continuò ad avere i suoi canali : la maggior parte venduto in botti, ed il resto per autoconsumo dei proprietari. Le prime testimonianze di un certo valore culturale – enoico l’abbiamo nel 1886 con la partecipazione di cinque produttori di Suvereto all’Esposizione Mondiale di Roma; nel 1907 alcuni produttori sono ad un concorso enologico sui vini di Toscana. Con il dopoguerra i produttori di Suvereto avviano un graduale percorso di valorizzazione e promozione delle produzioni vitivinicole, e con un progressivo lavoro di qualificazione dei vini, nel 1989 viene riconosciuta la DOC “Val di Cornia” e nel 2000 la sottozona “Suvereto”.
La DOCG Suvereto nasce dalla preesistente sottozona della DOC Val di Cornia. Essa interessa i vigneti che si trovano all’interno del territorio amministrativo dell’omonimo comune.
Tre tipologie di vini: un blend di Cabernet Sauvignon e Merlot e tre monovitigni (Cabernet Sauvignon, Merlot e Sangiovese).
A partire dalla vendemmia 2011 è possibile destinare le uve raccolte alla produzione dei vini che si possono avvalere della DOCG Suvereto in etichetta. (Disciplinare di produzione).
Cabernet Sauvignon, Merlot e Sangiovese
Cantina Petra a Suvereto Cantina Petra a Suvereto
Vitigni - Grado alcolometrico minimo - Invecchiamento e qualifiche
Base ampelografica:
Possono concorrere alla produzione di detti vini, da sole o congiuntamente, fino a un massimo del 15%, le uve a bacca rossa, non aromatiche, provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione per la regione Toscana.
Possono concorrere alla produzione di detti vini da sole o congiuntamente, fino a un massimo del 15%, le uve a bacca rossa, non aromatiche, provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione per la regione Toscana.
Possono concorrere alla produzione di detti vini da sole o congiuntamente, fino ad un massimo del 15% le uve a bacca rossa, non aromatiche, provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione per la regione Toscana.
Possono concorrere alla produzione di detti vini da sole o congiuntamente, fino ad un massimo del 15% le uve a bacca rossa, non aromatiche, provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione per la regione Toscana.All'atto dell’immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
I vini a denominazione di origine controllata e garantita Suvereto , Suvereto Sangiovese, Suvereto Merlot, e Suvereto Cabernet Sauvignon, che provengano da uve la cui resa ad ettaro è pari ad 8 tonnellate e con un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 13,00%, sottoposti ad un periodo di invecchiamento non inferiore a 24 mesi di cui almeno 18 in contenitori di rovere, possono ottenere la qualifica «riserva». Il periodo di invecchiamento decorre dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve.
domenica 11 gennaio 2026
VINI: SANNIO FALANGHINA
Il Sannio Falanghina è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Benevento. Si presenta anche con le denominazioni: Sannio Falanghina passito, Sannio Falanghina spumante. La Falanghina costituisce anche la doc Taburno, una doc istituita per proteggere il vitigno che cresce alle sue pendici.
sabato 10 gennaio 2026
VINI: MUFFATO DELLA SALA

venerdì 9 gennaio 2026
VINI: MALVASIA DI BOSA

Il Malvasia di Bosa dolce naturale è un vino DOC la cui produzione è consentita nelle province di Nuoro e Oristano.
giovedì 8 gennaio 2026
VINI: COLLI DEL TRASIMENO

Il Colli del Trasimeno rosso è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Perugia.
VINI: CHAMPAGNE
chardonnay (uva a bacca bianca, 26% della superficie piantata),
pinot noir (uva a bacca nera, 37% della superficie piantata),
pinot meunier (uva a bacca nera, caratterizzata da una maturazione leggermente più tardiva rispetto al pinot noir, 37% della superficie piantata),
e sei vitigni tradizionali, recentemente riscoperti e riutilizzati (superficie piantata molto limitata):
pinot blanc,
arbanne,
petit meslier,
fromenteau,
pinot gris
enfumé.
Resa: la legislazione prevede che per ogni
Dopo il dégorgement si effettua il dosage, cioè si rabbocca la bottiglia con vino della stessa partita (è il caso degli champagne "millesimati" - con indicazione cioè dell'annata della vendemmia - piuttosto che con una miscela (chiamata liqueur d'expédition) di vini di annate precedenti e zucchero; un tempo era usanza aggiungere anche distillati tipo cognac o armagnac: oggi è una pratica pressoché abbandonata; ogni produttore custodisce gelosamente la composizione di questa miscela, che determina sia le caratteristiche organolettiche finali dello champagne sia, per la quantità di zucchero presente, la sua tipologia o dosage (secondo il regolamento europeo[7]): pas dosé, extra brut, brut, extra dry, sec, demi sec, doux.
Lo champagne può essere "bianco" o rosé. Lo champagne rosè può essere ottenuto mescolando vini bianchi e vini rossi o da una breve macerazione a contatto con le bucce delle uve a bacca rossa.
Lo champagne ottenuto da sole uve a bacca bianca si chiama blanc de blancs; lo champagne ottenuto da sole uve a bacca nera si chiama blanc de noirs.
la huitième: 9,4 cL (rara)
la mignonette: 18,75 o 20 cL: un quarto
la "mezza": 37,5 cL
la "media": 60 cL (rara)
la bottiglia: 75 cl
la magnum: 1,5 L: 2 bottiglie
la jéroboam: 3 L: 4 bottiglie
la réhoboam: 4,5 L: 6 bottiglie
la mathusalem: 6 L: 8 bottiglie
la salmanazar: 9 L: 12 bottiglie
la balthazar: 12 L: 16 bottiglie
la nabuchodonosor: 15 L: 20 bottiglie
la salomon 18 L: 24 bottiglie
la souverain 26,25 L: 35 bottiglie
la primat 27 Ll: 36 bottiglie
la melchizédec 30 L: 40 bottiglie
G.H.Mumm
Thienot
Canard Douchen
Henri Abelé
Ayala
Besserat de Bellefon
Billecart-Salmon
Henri Blin
Hervè Dubois
Bollinger
Le Brun Servenay
Canard-Duchêne
Cattier
De Telmont
Deutz
Duval-Leroy
Drappier
Nicolas Feuillatte
Gosset
Charles Heidsieck (EPI)
Heidsieck Monopole
Henriot
Jacquart
Joseph Perrier
Simart Moreau
Jacquesson
Krug (gruppo LVMH)
Lanson
Laurent-Perrier
Mercier (gruppo LVMH)
Moët et Chandon (gruppo LVMH) (Dom Pérignon)
Bruno Paillard
Pierre Paillard
Perrier Jouet
Philipponnat
Pommery
Piper-Heidsieck (EPI)
Louis Roederer (Cristal)
Pol Roger
Ruinart (gruppo LVMH)
Salon
Taittinger
De Venoge
Veuve Clicquot Ponsardin (gruppo LVMH)
Vranken (gruppo Vranken-Pommery Monopole)
Sabrer: Sabrer le champagne ? C'est faire sauter le bouchon avec un sabre comme savait le faire la soldatesque. Sauvages! La sabre è la sciabola; con il termine sabrer s'intende quindi una sciabolata, con la quale si fa saltare il collo delle bottiglie di champagne. È una antica usanza, nota come sabrage, oggi molto più scenografica che altro, che non si usa quasi più se non per dimostrazioni.
mercoledì 7 gennaio 2026
VINI: ROSAZZO
ROSAZZO
Il Rosazzo è un vino DOCG prodotto nella provincia di Udine.
Zona
di produzione
Parte
del territorio dei comuni di San Giovanni al Natisone, Manzano e Corno di
Rosazzo tutti in provincia di Udine
Vitigni
con cui è consentito produrlo
Friulano:
per almeno il 50%;
Sauvignon:
dal 20% al 30 %;
Pinot
bianco e/o Chardonnay: dal 20 al 30%;
Ribolla
gialla: fino al 10%.
Possono
concorrere altri vitigni con uve a bacca bianca, idonei alla coltivazione per
la provincia di Udine, presenti nei vigneti fino ad un massimo del 5%.
Tecniche
produttive
I
nuovi impianti ed i reimpianti dovranno avere una densità non inferiore ai 4
000 ceppi/ettaro. Nella
vinificazione e nell'affinamento è consentito l'uso di botti in legno. Tutte
le operazioni di vinificazione e imbottigliamento debbono essere effettuate nel
territorio dei comuni di San Giovanni al Natisone, Manzano e Corno di Rosazzo,
nonché nei comuni a questi confinanti.
Informazioni
sulla zona geografica
La
zona di produzione del "Rosazzo" è compresa nella parte meridionale
della DOC "Friuli Colli Orientali". I suoi terreni sono di origine
eocenica: marne ed arenarie che, alternandosi, danno luogo al cosiddetto
"flysch", localmente chiamato “ponca" (termine friulano per
“marna”) e di conseguenza sono del tipo franco limoso argilloso a reazione
mediamente alcalina. Hanno un contenuto in calcare totale abbastanza basso
mentre il calcare attivo è nella norma.
Presentano
inoltre:
contenuto
di azoto scarso
contenuto
di potassio medio-basso
contenuto
di fosforo scarsissimo
contenuto
di calcio molto elevato
contenuto
di magnesio medio
rapporto
Carbonio/Azoto medio
equilibrio
tra mineralizzazione ed umificazione della sostanza organica del terreno
capacità
di scambio cationico medio/bassa
Questo
tipo di terreno, anche a causa di una sua scarsa permeabilità, è soggetto ad
erosione superficiale a causa della pioggia. Per evitare frane e smottamenti, i
viticoltori debbono ricorrere a costosissimi lavori di consolidamento
(terrazzamenti, muretti di sostegno) che richiedono anche una assidua
manutenzione.
Caratteristiche
organolettiche
colore:
giallo paglierino più o meno intenso;
odore:
caratteristico, delicato;
sapore:
secco, armonico, vinoso;
acidità
totale minima: 4,0 g/l;
acidità
volatile massima: 19 mEq/l.
Cenni
storici
L'Abbazia di Rosazzo costruita tra il 1068 ed il 1070, è il perno intorno a cui, da sempre, ruota la produzione enologica della zona. In essa sono anche conservati i documenti che ne descrivono l’evoluzione nel corso dei secoli. In uno di questi, datato 20 gennaio 1341, si legge: «Il Patriarca Bertrando minaccia la scomunica ad alcune persone, le quali, dopo aver occupato una selva dell'Abbazia di Rosazzo, non volevano piantare le viti» Nel 1420 questo territorio è inglobato ne’ La Serenissima Repubblica di Venezia. Questo è determinante per l’incremento della esportazione e la diffusione del Rosazzo nel mondo. Nel 1483, Marin Sanudo nel suo "Itinerario per la terra ferma" racconta che «...cavalcando per monti si arriva a la Badia di Rosazzo el quale è un castelletto situato sopra un monte... Qui è perfettissimi vini… et, ut dicitur, ivi sono li mior de Italia». Nel 1595 Bacci in “De naturali vinorum historia” ricorda che il Rosazzo era bevuto anche alla mensa imperiale perché i tedeschi lo apprezzavano alla stregua di quanto facessero gli antichi romani per il Falerno. E Gaspari, nel 1976 commenta: «l'allargamento delle zone agrarie collinari si diresse verso le colture che maggiormente potevano trarre profitto dalle particolari condizioni climatiche e pedologiche di questi terreni: i vigneti e i frutteti in coltura promiscua si inserirono prepotentemente nel paesaggio boschivo di queste colline».
martedì 6 gennaio 2026
VINI: ROSSO CONERO RISERVA

Vitigni utilizzabili sono il Montepulciano minimo 85% ed il Sangiovese massimo 15%.
Titolo alcolometrico minimo 12,50% vol.; acidita' totale minima: 4,5 g/l.
Il periodo d'invecchiamento è di almeno 2 anni a decorre dal 1° novembre dell'anno di produzione delle uve.
Colore rosso rubino; odore gradevole, vinoso; sapore armonico, asciutto, ricco di corpo.
Si sposa con i salumi, le paste condite con sughi di carne, alla selvaggina, agli arrosti, al brasato ed è ottimo con il pecorino di fossa. Temperatura di degustazione: 18°-20°C.
lunedì 5 gennaio 2026
VINI: MATERA

La zona di produzione dei vini Matera è il territorio della città di Matera e di buona parte della provincia di Matera; le uve possono essere prodotte in vigneti coltivati fino alla quota massima di 700 m slm.
domenica 4 gennaio 2026
VINI: VERNACCIA DI SERRAPETRONA



