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IL CIBO AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

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Il covid19 ci sta rammentando quelle che sono le prime due cose importanti nella vita di ogni essere umano del pianeta: la salute ed il cibo. Come cambia il rapporto col cibo al tempo del coronavirus? Tenuto conto che non si deve uscire e lo si deve fare solo in caso di conclamata necessità, l’online acquista tutta la sua importanza, anche per dare un aiuto ad un settore che rischia di entrare in crisi pesantemente. Esistono app preziose che ci permettono di fare  la spesa online, a casa nostra ogni giorno e di riceverla entro un’ora. Tra l’altro, quando l’emergenza sarà passata queste app permettono anche di trovarsi un lavoretto da shopper, che di questi tempi, specie per i giovani disoccupati non è male per tirare su qualche onesto soldino. Un’app che funziona a Savona è  Supermercato24 - Spesa online.  Ti permette di scegliere: da quale supermercato ordinare i prodotti delle tue marche di fiducia oppure prodotti freschi, l’orario di consegna, come pagare (anche in con...

L’ultima moda del food business: le adozioni a distanza di apiari

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Vi ricordate la bimba che beve solo “Il latte della Lola?” Beh, ha fatto scuola. Oggi non potendo tenere la Lola con sé in salotto, più tecnologicamente la si adotta a distanza. Ci si scambiano in teleconferenza muggiti e saluti e ogni tanto arriva una cassetta coi prodotti (carissimi e non sempre eccellenti a dir la verità) di quella brava bestia.E che dire della web cam puntata sul nostro padano orticello per compiacerci di vedere crescere lattuga e pomodori dalla poltrona buona e non doversi più sentir dire “mani rubate alla vanga”, seppur tecnologica e digitale? Ormai le start up che hanno fiutato il business sono molte e noi da bravi homebanking dipendenti le scaliamo addirittura con l’equity crownfunding (investimento detraibile fiscalmente al 50% e scusate se è poco). Ma se siamo disposti a questo per capre e zucchine cosa dire delle api? Ed ecco 3Bee: la tecnologia al servizio delle api, che si presenta con un’accattivante arnia hi-tech, perché “monitorare fa la differenza” e “...

FARINA KAMUT

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Kamut è un marchio registrato di qualità, di proprietà dell'azienda americana Kamut, fondata nel Montana da Bob Quinn, dottore in patologia vegetale e agricoltore biologico. Il nome preserva e designa esplicitamente una particolare varietà, mai ibridata né incrociata, prodotta e garantita da agricoltura biologica dall'azienda statunitense, di grano della sottospecie Triticum turgidum ssp. turanicum .  La cultivar è nota anche con il nome generico di grano Khorasan, dal nome della regione iraniana dove fu descritto per la prima volta, nel 1921, e dove ancora attualmente si coltiva.  Il grano prodotto dalla cultivar, registrata nel 1990 all'USDA (U.S. Department of Agriculture) col nome ufficiale di QK-77, veniva inizialmente venduto nelle fiere agricole del Montana col nome di "grano del faraone Tut". La parola Kamut deriva dal relativo ideogramma geroglifico e significa "grano". Con la direttiva...

GUACAMOLE

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1 Avocado maturo,  mezza cipolla rossa,  1 pomodoro maturo,  1 lime,  1 spicchio d’aglio,  sale E’ una salsa messicana che può servire anche per guarnire dei piatti, ma che più comunemente si consuma con delle tortilla.  Aprire l’avocado praticando un solco completo lungo tutto un meridiano sino a sentire il seme, il frutto si divide in due, affondare un poco il coltello nel seme ed estrarlo. Se la polpa è verde brillante il frutto ha il giusto grado di maturazione. Svuotarlo allora della polpa scavandolo con un cucchiaino (se l’operazione vi risulta difficile poiché la polpa è dura il frutto non è ancora maturo e dovete scartarlo, viceversa se la polpa è annerita il frutto ha passato la fase ottimale di maturazione e va scartato). Schiacciare la polpa con una forchetta (non frullarla), aggiungere il succo di lime e mescolare bene. Aggiungere lo spicchio di aglio spremuto, un poco di sale, un pomodoro maturo tagliato a piccoli dadini e mezza cipolla tagliat...

ACETO DI VINO DA UVA INTERA DEL FRIULI

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La storia dell'aceto si mescola in regione Friuli Venezia Giulia con quella del vino; poichè qui la vite veniva coltivata già dai Celti e più tardi in epoca romana venne dato impulso intensivo alla sua coltivazione. L'acetificazione era già usata nei tempi antichi, ma fu solo dopo la seconda metà dell'ottocento, grazie a Pasteur che venne definita la biochimica della trasformazione, cosa che permise la produzione anche a livello industriale. In Friuli Venezia Giulia la produzione di aceto di vino è testimoniata dalla memoria tramandata da numerosi titolari di aziende produttrici di vino, dove non mancava anche un'ottima produzione di aceto. Prodotto derivato dall'acetificazione di vini ottenuti da vitigni autoctoni a bacca bianca sottoposto ad un processo pluriennale di affinamento in botticelle, solitamente di rovere. Le varietà utilizzate per l'ottenimento dell'aceto, appartenenti alla piattaforma ampelografica del Friuli Venezia Giulia, sono so...

CONFETTURA DI FICHI

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1 kg di fichi 400 g di zucchero di canna il succo di un limone Lavateli, asciugateli con un panno e tagliateli a spicchi. Potete sbucciarli o lasciarli integri, come preferite. Metteteli in una ciotola, aggiungete il succo di un limone e 400 g di zucchero di canna. Mescolate, coprite con un telo e lasciate riposare per una notte. Trascorso questo tempo, mettete tutto in una pentola, fate cuocere per circa un’ora a fuoco dolce, schiumando, di tanto in tanto, con una schiumarola. Quando il composto avrà raggiunto la consistenza desiderata, spegnete, aggiungete la scorza di un limone, e versate nei vasetti che avrete precedentemente sterilizzato. Riempite sino a 1 cm dal bordo, per evitare che si formi la muffa, chiudete e rigirate i barattoli a testa in giù. Lasciate raffreddare così e poi verificate che si sia formato il sottovuoto. Fate riposare per 1 mese prima di consumarla.   12 CONSERVE (2^ Edizione) Conserve. In queste 230 pagine ho raccolto circa 300 s...